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Contratti di lavoro agricolo

contratti di lavoro in agricoltura
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Contratti di lavoro agricolo: peculiarità e gestione

Il settore agricolo in Italia rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia nazionale, con le sue tradizioni secolari e le sue peculiarità uniche. Quando si parla di contratti di lavoro agricolo, ci si trova di fronte a un mondo complesso e ricco di sfumature che lo distinguono nettamente dagli altri settori produttivi. In questo articolo, esploreremo le principali caratteristiche che contraddistinguono i contratti di lavoro agricolo, analizzando gli aspetti più rilevanti sia dal punto di vista del lavoratore che da quello del datore di lavoro.

Stagionalità

La stagionalità è forse l’elemento più distintivo del lavoro agricolo. A differenza di molti altri settori, l’agricoltura segue i ritmi della natura, con picchi di attività intensi seguiti da periodi di relativa calma. Questa caratteristica influenza profondamente la struttura dei contratti di lavoro agricolo. I contratti a tempo determinato sono la norma più che l’eccezione, con molti lavoratori assunti per periodi specifici legati ai cicli delle colture o alle stagioni di raccolta. Gli orari di lavoro possono variare significativamente in base alle stagioni e alle necessità delle coltivazioni o dell’allevamento, e la natura ciclica del lavoro può portare a periodi di disoccupazione tra una stagione e l’altra.

Per gestire efficacemente questa stagionalità, sia i datori di lavoro che i lavoratori devono adottare strategie specifiche. Le aziende agricole devono prevedere con largo anticipo le loro esigenze di manodopera per ogni stagione e investire nella formazione dei lavoratori stagionali può aiutare a mantenere una forza lavoro qualificata da un anno all’altro. Alcune aziende cercano di ridurre l’impatto della stagionalità diversificando le loro produzioni o integrando attività complementari.

Contratti di lavoro agricolo: Il rapporto di lavoro a tempo determinato

Il contratto stagionale è un contratto a tempo determinato, generalmente, stipulato nei mesi primaverili ed estivi e tutela il dipendente per un periodo che può andare dai 100 ai 180 giorni. Al termine del contratto, il lavoratore potrà richiedere il sussidio di disoccupazione agricola.

Il contratto a contratto a tempo determinato, in agricoltura, è in deroga alla disciplina generale dei contratti a termine di cui al D.Lgs. 81/2015.
Tale tipologia contrattuale, può essere stipulata:

  • per l’esecuzione di lavori di breve durata, stagionali o a carattere saltuario;
  • per l’esecuzione di più lavori stagionali e/o per più fasi lavorative nell’anno con garanzia di occupazione minima superiore a 100 giornate, nell’arco dei 12 mesi;
  • per l’esecuzione di lavorazioni di durata superiore a 180 giorni di effettivo lavoro nell’arco dei dodici mesi.

Particolare attenzione va prestata nel caso in cui il lavoratore sia stato assunto per l’esecuzione di lavori di breve durata, stagionali o a carattere saltuario in quanto al superamento di 180 giornate effettive di lavoro nell’arco di 12 mesi, il lavoratore può chiedere la trasformazione del contratto a tempo indeterminato (salvo che tale superamento sia avvenuto per la sostituzione di un lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto di lavoro).

Al termine del contratto, il lavoratore potrà richiedere il sussidio di disoccupazione agricola.

Alle imprese agricole, appartenenti allo stesso gruppo di imprese o legate da un contratto di rete, è ammessa inoltre l’assunzione congiunta di lavoratori dipendenti da impiegare nelle attività svolte dalle relative aziende. In tal caso lo stesso lavoratore presta attività lavorativa presso più datori di lavoro senza che sia necessaria una preventiva e precisa ripartizione dei tempi. La comunicazione di assunzione congiunta (modello “UNILAV-cong”) deve essere effettuata dall’impresa capogruppo o dal soggetto incaricato nel contratto di rete (c.d. “Referente Unico”).

Regime contributivo e tutele previdenziali

Il settore agricolo gode di un regime contributivo particolare, pensato per sostenere un comparto strategico ma spesso economicamente fragile. Le aziende agricole beneficiano di aliquote contributive agevolate rispetto ad altri settori, e i contributi vengono calcolati con modalità diverse rispetto al sistema utilizzato per gli altri settori. Questo sistema, se da un lato offre vantaggi alle imprese, dall’altro richiede una gestione attenta e precisa. Il versamento dei contributi previdenziali avviene, infatti, per trimestre e con tempistiche diverse rispetto alla generalità dei settori. Per fare un esempio, il versamento dei contributi previdenziali del primo trimestre (che interessa la prestazione lavorativa avvenuta nei mesi di gennaio, febbraio e marzo) avverrà solamente entro il 16 settembre dello stesso anno; il versamento dei contributi previdenziali del secondo trimestre (che interessa la prestazione lavorativa avvenuta nei mesi di aprile, maggio e giugno) avverrà solamente entro il 16 dicembre dello stesso anno, e così via.

L’indennità di disoccupazione agricola

Il legislatore ha riconosciuto le peculiarità del lavoro agricolo, prevedendo tutele specifiche per i lavoratori del settore. Esiste un’indennità di disoccupazione agricola specifica per i periodi di non lavoro, diversa da quella degli altri settori, e sono previste forme di integrazione salariale per le giornate di lavoro perse a causa di eventi atmosferici avversi. Queste tutele rappresentano un importante cuscinetto sociale, ma richiedono anche una gestione attenta. In presenza dei requisiti di legge (102 giornate lavorative nel biennio), il lavoratore agricolo matura i requisiti per la disoccupazione agricola.

La domanda di indennità di disoccupazione agricola deve essere presentata telematicamente all’INPS entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la disoccupazione.

È importante che i lavoratori siano pienamente informati dei loro diritti e delle procedure per accedere a queste tutele, e i datori di lavoro devono mantenere una documentazione precisa delle giornate di lavoro e delle condizioni che hanno portato a eventuali interruzioni.

Contratti di lavoro agricolo: l’inquadramento del lavoratore

L’inquadramento degli operai agricoli segue criteri specifici, adattati alle peculiarità del settore. La classificazione avviene in primis per aree professionali anziché per livelli, diversamente da altri settori. Questa struttura richiede un’attenzione particolare nella gestione delle risorse umane. È importante sviluppare sistemi di valutazione che tengano conto delle specificità del lavoro agricolo e definire chiari percorsi di crescita professionale può aiutare a trattenere i lavoratori più qualificati.

L’orario di lavoro

L’orario di lavoro in agricoltura presenta caratteristiche uniche, dettate dalla natura stessa delle attività. L’orario può variare significativamente tra alta e bassa stagione, e il lavoro domenicale e festivo è più frequente rispetto ad altri settori. Gestire questa flessibilità richiede un delicato equilibrio. È molto importante programmare i turni di lavoro in modo da rispettare i limiti di legge e garantire adeguati periodi di riposo, e le variazioni di orario devono essere comunicate con anticipo ai lavoratori, nel rispetto delle norme contrattuali.

Retribuzione nei contratti di lavoro agricolo

Il sistema retributivo nel settore agricolo ha alcune particolarità che lo distinguono. Per gli operai a tempo determinato, la retribuzione è calcolata su base oraria anziché mensile e congloba un elemento che indennizza le ferie, le mensilità aggiuntive e le festività. Le retribuzioni inoltre sono definite dai Contratti Collettivi Provinciali. Queste peculiarità richiedono una gestione attenta delle buste paga. È necessario dotarsi di sistemi di elaborazione delle paghe in grado di gestire le specificità del settore e fornire ai lavoratori informazioni chiare e dettagliate sulla composizione della loro retribuzione.

Sicurezza sul lavoro

Le norme sulla sicurezza nel settore agricolo sono adattate alle specificità delle attività svolte. Si tiene conto di rischi particolari come l’uso di macchinari agricoli, l’esposizione a prodotti fitosanitari e altri pericoli specifici del settore. I corsi di formazione sulla sicurezza sono specificamente progettati per il contesto agricolo. La gestione della sicurezza in agricoltura richiede un approccio dedicato. È essenziale condurre una valutazione dei rischi che tenga conto di tutte le particolarità del lavoro in agricoltura e le pratiche di sicurezza devono essere costantemente aggiornate per tenere il passo con l’evoluzione delle tecniche agricole e dei macchinari.

La gestione della malattia/infortunio e gli enti bilaterali di settore

Nei contratti di lavoro agricolo, la gestione dell’evento di malattia e di infortunio presenta alcune particolarità. Gli enti bilaterali agricoli territoriali (chiamati anche “casse extra legem”) svolgono diverse importanti funzioni per il sostegno economico dei lavoratori e delle imprese del settore agricolo. Ogni provincia ha il proprio ente bilaterale (ad esempio a Vicenza è presente E.B.A.VI, a Verona invece troviamo AGRI.BI) che offre diverse prestazioni, tra le quali anche l’integrazione dei trattamenti di malattia e infortunio erogati dagli enti previdenziali e assicurativi. Le casse extra legem, previste dal CCNL operai agricoli e florovivaisti e dai Contratti Collettivi Provinciali, in caso di malattia o infortunio integrano fino all’80-100% della retribuzione quanto corrisposto dall’INPS/INAIL.

Questi fondi possono offrire anche integrazione ai trattamenti di maternità e contributi alle imprese in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavori.

La Cassa Integrazione Speciale Operai Agricoli (CISOA)

La Cassa Integrazione Salariale Operai Agricoli (CISOA) è un ammortizzatore sociale che fornisce un sostegno economico ai lavoratori agricoli con contratto a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti, che sono temporaneamente sospesi dal lavoro a causa di eventi non evitabili come intemperie stagionali, emergenze climatiche o sanitarie (come il COVID-19).

La CISOA è concessa fino a un massimo di 90 giorni in un anno.

Il contratto collettivo

Nel rapporto di lavoro in agricoltura il Contratto Collettivo Nazionale rimanda alla contrattazione di secondo livello (di ambito provinciale) la disciplina di diversi istituti per meglio adattare le realtà locali alla specificità del settore. Per una gestione efficace del rapporto di lavoro, è importante essere costantemente a conoscenza di tutti i contratti collettivi delle province nelle quali opera il personale dipendente.

Una gestione efficace dei contratti di lavoro agricolo

I contratti di lavoro agricolo si caratterizzano per una maggiore flessibilità e adattabilità alle esigenze del settore, bilanciata da tutele peculiari che tengono conto della natura particolare del lavoro agricolo. Questa configurazione unica richiede una conoscenza approfondita delle norme e delle prassi del settore, sia da parte dei datori di lavoro che dei lavoratori, per garantire una corretta gestione del rapporto di lavoro e il pieno rispetto dei diritti e dei doveri di entrambe le parti.

Le particolarità del lavoro agricolo possono rendere difficile il bilanciamento tra vita professionale e personale. Le esigenze di cura delle colture o degli animali possono richiedere interventi in orari non convenzionali, e durante alcuni periodi dell’anno, come i raccolti, possono essere necessari turni di lavoro molto lunghi e impegnativi. Per migliorare la conciliazione vita-lavoro, è importante introdurre, dove possibile, forme di flessibilità che permettano ai lavoratori di gestire meglio i propri impegni personali.  

La gestione efficace dei contratti di lavoro agricolo richiede un approccio olistico che tenga conto di tutte le peculiarità del settore. Le sfide sono molte, dalla stagionalità alla necessità di innovazione tecnologica, passando per la lotta al lavoro irregolare e la ricerca di un equilibrio tra flessibilità e tutele. Tuttavia, affrontando queste sfide con consapevolezza e impegno, il settore agricolo può non solo mantenere la sua centralità nell’economia italiana, ma anche diventare un modello di lavoro sostenibile e rispettoso dei diritti dei lavoratori.


Il presente articolo, non essendo rivolto agli specialisti del diritto del lavoro, è stato deliberatamente redatto con un linguaggio semplice e uno stile divulgativo, senza l'ambizione di esaurire l'argomento trattato.
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