CCNL lavoratori domestici: tutte le novità del rinnovo 2025

Lavoratori domestici al lavoro
Indice

Il rinnovo del CCNL Lavori domestici firmato il 28 ottobre 2025 porta aumenti strutturali fino a 100 euro lordi mensili sul livello BS, introduce un meccanismo di adeguamento automatico al costo della vita più favorevole e rafforza le tutele normative, in particolare per genitori, lavoratori con familiari disabili e sul fronte della bilateralità di settore. Il contratto sarà in vigore dal 1° novembre 2025 al 31 ottobre 2028, interesserà oltre 800.000 lavoratrici e lavoratori regolari e recepisce anche la nuova festività nazionale del 4 ottobre dedicata a San Francesco d’Assisi.

CCNL lavoratori domestici 2025–2028

Il 28 ottobre 2025 le associazioni datoriali Fidaldo e Domina e le organizzazioni sindacali Filcams‑Cgil, Fisascat‑Cisl, Uiltucs‑Uil e Federcolf hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Lavoro domestico, codice CNEL H501. Il contratto disciplina i rapporti di lavoro di colf, badanti, babysitter e altre figure addette alla cura e assistenza alla persona impiegate nelle famiglie.

Il nuovo CCNL ha validità dal 1° novembre 2025 al 31 ottobre 2028 e si applica a oltre 800.000 lavoratrici e lavoratori regolarmente inquadrati, in un settore dove il lavoro sommerso resta ancora molto diffuso. Il rinnovo interviene sia sulla parte economica, con aumenti significativi dei minimi, sia sulla parte normativa, con nuove tutele e un rafforzamento della bilateralità.


Soggetti firmatari e contesto del rinnovo

Da una parte hanno firmato le associazioni dei datori di lavoro domestico Fidaldo e Domina, che rappresentano le famiglie datrici di colf, badanti e assistenti familiari. Dall’altra parte ci sono le organizzazioni sindacali dei lavoratori Filcams‑Cgil, Fisascat‑Cisl, Uiltucs‑Uil e Federcolf, già firmatarie del precedente contratto del 2020.

Le parti sociali hanno dichiarato che l’obiettivo principale del rinnovo è recuperare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione, valorizzare il lavoro di cura e, allo stesso tempo, mantenere sostenibili i costi per le famiglie datrici di lavoro. Il settore resta caratterizzato da una forte presenza di lavoro irregolare, stimato attorno al 50% dei rapporti di lavoro, con circa altri 800.000 addetti non regolari.


Durata del contratto e ambito di applicazione

Il CCNL Lavoro domestico 2025–2028 decorre dal 1° novembre 2025 e resta in vigore fino al 31 ottobre 2028 per la parte economica e normativa. L’accordo prevede inoltre aggiornamenti annuali dei minimi retributivi e dei valori convenzionali di vitto e alloggio, collegati agli indici ISTAT del costo della vita.

Il contratto si applica ai lavoratori che svolgono prestazioni di assistenza alla persona, pulizia, gestione della casa, cura di bambini e anziani, sia conviventi sia non conviventi. Restano confermati i diversi livelli di inquadramento (A, B, BS, C, CS, D, DS) con retribuzioni parametrate alle mansioni e al grado di responsabilità.


Nuove tutele normative: permessi e genitorialità

Una delle novità più rilevanti del rinnovo riguarda l’introduzione di permessi retribuiti specifici per visite mediche documentate, per gli adempimenti legati al rinnovo del permesso di soggiorno e per le pratiche di ricongiungimento familiare dei lavoratori stranieri. Si tratta di un pacchetto di tutele che riconosce in modo più esplicito le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati impiegati nel settore domestico.

Il contratto introduce, sempre nella parte normativa, nuovi diritti legati alla maternità, paternità e genitorialità, colmando un vuoto storico rispetto ad altri settori contrattuali. Sono previste tutele per assistere parenti con grave disabilità certificata, avvicinando di fatto il lavoro domestico alle garanzie già riconosciute dalla normativa generale in tema di congedi e permessi per l’assistenza familiare.


Bilateralità di settore e Fondo Colf

Il rinnovo rafforza la bilateralità di settore, cioè quel sistema di organismi paritetici che, tramite contributi contrattuali, finanziano prestazioni integrative e servizi per lavoratori e famiglie. Viene potenziato in particolare il Fondo Colf, organismo paritetico composto al 50% dalle associazioni datoriali e al 50% dalle organizzazioni sindacali.

Il contratto introduce un obbligo di contribuzione contrattuale per alimentare gli enti bilaterali, quantificato in 0,06 euro per ogni ora lavorata, di cui 0,04 euro a carico del datore di lavoro e 0,02 euro a carico del lavoratore. L’obiettivo è ampliare le prestazioni (es. formazione, welfare integrativo, sostegni economici) senza scaricare tutti i costi direttamente sulle retribuzioni o sulle famiglie.


Formazione, certificazione delle competenze e permessi studio

Il nuovo CCNL punta molto sulla formazione continua e sulla certificazione delle competenze nel lavoro domestico. Vengono ampliati i permessi retribuiti per la formazione, che salgono fino a 64 ore annue per chi frequenta corsi organizzati o riconosciuti dagli enti bilaterali del settore.

La prospettiva è quella di collegare sempre di più il lavoro domestico ai piani formativi finanziati dai fondi paritetici interprofessionali previsti dall’articolo 118 della legge 388/2000, così da rendere riconoscibili e certificabili le professionalità di colf e badanti. Una maggiore qualificazione dovrebbe innalzare la qualità dei servizi offerti e rafforzare il riconoscimento sociale di questi lavori.

Se vuoi approfondire il funzionamento del rapporto di lavoro domestico, puoi leggere il nostro articolo dedicato cliccando qui.


Nuova festività del 4 ottobre nel CCNL

Tra le novità simbolicamente più significative c’è l’inserimento del 4 ottobre, festa nazionale di San Francesco d’Assisi, nell’elenco delle festività riconosciute e retribuite dal contratto. La nuova festività deriva dalla legge n. 151 dell’8 ottobre 2025, che ha modificato la legge n. 260/1949 inserendo il 4 ottobre tra le festività nazionali civili.

Per i lavoratori domestici questo significa un giorno in più di riposo retribuito, con gli stessi effetti giuridici e retributivi degli altri festivi nazionali. L’inserimento del 4 ottobre porta a 13 il numero delle festività riconosciute dal contratto, oltre al Santo Patrono, allineando il settore domestico agli altri comparti in termini di calendario festivo.


Parte economica: aumenti retributivi fino a 100 euro

Sul piano economico, il rinnovo del CCNL Lavoro domestico prevede un aumento complessivo di 100 euro lordi mensili sul livello BS convivente, che rappresenta il livello medio di riferimento per le badanti di persone autosufficienti e molte babysitter. Gli aumenti saranno poi riparametrati sugli altri livelli di inquadramento (A, B, C, CS, D, DS), in base ai coefficienti previsti dalle tabelle contrattuali.

L’incremento di 100 euro non è corrisposto in un’unica soluzione, ma è distribuito su più anni per contenere l’impatto sui bilanci familiari. Questa scelta dilazionata consente alle famiglie di adeguarsi gradualmente ai nuovi costi, pur riconoscendo ai lavoratori un aumento strutturale della retribuzione minima mensile.


Calendario degli aumenti: le quattro tranche

L’aumento di 100 euro lordi sul livello BS è prevista in quattro tranche distribuite tra il 2026 e il 2028.

Il calendario degli aumenti è il seguente:

  • 40,00 euro dal 1° gennaio 2026;
  • 30,00 euro dal 1° gennaio 2027;
  • 15,00 euro dal 1° gennaio 2028;
  • 15,00 euro dal 1° settembre 2028.

Questo meccanismo produce un aumento progressivo della retribuzione, con effetti pieni solo a partire dall’autunno 2028. Gli importi sono calcolati sul livello BS convivente, e gli altri livelli vengono aggiornati in proporzione, applicando i parametri fissati nelle tabelle retributive allegate al contratto.


Adeguamento automatico al costo della vita (clausola Istat)

Accanto agli aumenti programmati, il CCNL conferma e rafforza il meccanismo di adeguamento automatico dei minimi retributivi al costo della vita sulla base degli indici Istat. La percentuale di recupero sull’inflazione passa dall’80% al 90% della variazione del costo della vita, migliorando la capacità del sistema contrattuale di seguire l’andamento dei prezzi.

In concreto, ogni anno le parti si confronteranno sui dati Istat per aggiornare le tabelle dei minimi salariali, delle indennità e dei valori convenzionali di vitto e alloggio. Questo meccanismo mira a evitare che l’inflazione eroda troppo rapidamente gli aumenti decisi in sede di rinnovo, offrendo una maggiore stabilità ai redditi dei lavoratori domestici.


Effetti sugli stipendi di colf, badanti e babysitter

Per le lavoratrici e i lavoratori del settore domestico, tra i meno retribuiti in Italia, il rinnovo rappresenta un passo avanti importante nel recupero del potere d’acquisto. Gli aumenti salariale strutturali e la rivalutazione Istat al 90% si sommano a precedenti adeguamenti, producendo in alcuni casi un incremento complessivo di oltre 135 euro lordi rispetto alle retribuzioni degli anni precedenti.

Per una badante convivente inquadrata a un livello medio, le simulazioni indicano una possibile crescita del costo mensile complessivo, tra stipendio e contributi, di circa 200–230 euro a regime. Questo impatto deve però essere valutato tenendo conto delle agevolazioni fiscali e contributive ancora previste per le famiglie che assumono regolarmente personale domestico.


Impatto sui costi per le famiglie datori di lavoro

Gli aumenti retributivi e il rafforzamento della bilateralità comportano un incremento dei costi contrattuali per le famiglie che impiegano colf e badanti. Oltre agli aumenti mensili in busta paga, vanno considerati infatti i maggiori contributi previdenziali e il nuovo contributo agli enti bilaterali pari a 0,06 euro per ora, in parte a carico del datore di lavoro.

Secondo alcune stime di settore, il costo di una badante convivente di livello medio potrebbe aumentare di 200–230 euro al mese a regime, considerando retribuzione, tredicesima, TFR, contributi e oneri accessori. Rimane tuttavia possibile usufruire di detrazioni fiscali fino a 1.549,37 euro annui e di alcune deduzioni contributive, strumenti che alleggeriscono in parte il peso a carico delle famiglie che assumono in regola.


Detrazioni fiscali e agevolazioni ancora in vigore

Per chi assume regolarmente una colf o una badante, restano in vigore alcune misure di vantaggio fiscale a livello nazionale. Le famiglie possono beneficiare di detrazioni dall’imposta lorda fino a 1.549,37 euro annui per le spese sostenute per assistenza personale in caso di non autosufficienza del familiare assistito, entro i limiti stabiliti dal TUIR.

Inoltre è possibile dedurre dal reddito complessivo una parte dei contributi previdenziali versati per il lavoratore domestico, entro un tetto annuo fissato dalla normativa fiscale. Queste misure diventano ancora più strategiche in un contesto di aumento dei minimi retributivi, perché aiutano le famiglie a contenere il costo netto del lavoro regolare.


Rischio di aumento del lavoro sommerso

Un punto critico sottolineato dagli operatori del settore riguarda il possibile effetto degli aumenti salariali sul lavoro nero. In un comparto dove il lavoro irregolare è già stimato intorno al 50% del totale, un incremento dei costi non accompagnato da politiche di sostegno rischia di spingere alcune famiglie verso soluzioni non regolari.

Le parti sociali hanno richiamato la necessità di interventi pubblici specifici, sia sul fronte fiscale sia su quello delle politiche migratorie, per rendere sostenibile l’emersione del lavoro domestico e contrastare il sommerso. In assenza di misure di accompagnamento, l’obiettivo di migliorare la qualità del lavoro e la tutela dei lavoratori potrebbe essere compromesso dall’aumento dell’irregolarità.


Ruolo degli enti bilaterali: alleggerire il costo diretto del salario

Nelle dichiarazioni dei firmatari del contratto emerge con forza l’idea di trasferire ad enti bilaterali alcuni costi oggi direttamente agganciati alla retribuzione. Le associazioni datoriali sottolineano che molte famiglie “già oggi non riescono a farsi carico” di ulteriori oneri, per cui la bilateralità deve diventare il luogo in cui finanziare diritti che altrimenti resterebbero solo sulla carta.

Dal lato sindacale si punta a rafforzare il sistema di prestazioni integrative (formazione, sostegno al reddito, tutela sanitaria e sociale) attraverso il contributo al Fondo Colf e agli altri organismi paritetici. L’obiettivo è rendere effettivi i diritti previsti dal contratto, senza gravare esclusivamente sui salari e sulle buste paga.


Richieste al Governo: fisco, welfare e politiche migratorie

Le organizzazioni sindacali hanno rivolto un appello al Governo affinché accompagni il rinnovo contrattuale con misure fiscali e legislative dedicate al lavoro domestico. In particolare viene richiesta una revisione e un potenziamento delle agevolazioni fiscali per le famiglie, per sostenere l’occupazione regolare e ridurre il costo netto dell’assunzione.

Un altro fronte riguarda le politiche migratorie, fondamentali in un settore in cui una larga quota di lavoratori è di origine straniera. Si sollecitano percorsi regolari di ingresso, strumenti per facilitare i rinnovi dei permessi di soggiorno e iniziative per favorire l’inclusione lavorativa e sociale, riducendo così l’area di lavoro grigio o nero.


Perché il rinnovo è importante per il welfare familiare

Il lavoro domestico e di cura è sempre più centrale per la tenuta del welfare familiare, in un contesto di progressivo invecchiamento della popolazione e di carenza di servizi pubblici sufficienti. Colf, badanti e babysitter permettono a molte famiglie di conciliare lavoro, cura degli anziani e dei bambini, garantendo assistenza continuativa spesso indispensabile.

In questo quadro, il rinnovo del CCNL Lavoro domestico 2025–2028 rappresenta un riconoscimento del valore sociale di queste professioni, sia sul piano economico sia su quello dei diritti. La sfida per i prossimi anni sarà far convivere la tutela dei lavoratori con la sostenibilità economica per le famiglie e con politiche pubbliche capaci di ridurre il lavoro irregolare.


FAQ – Rinnovo CCNL Lavoro domestico 2025‑2028

1. Che cos’è il nuovo CCNL Lavoro domestico 2025‑2028?
Il nuovo CCNL Lavoro domestico 2025‑2028 è il contratto collettivo che regola i rapporti di lavoro tra famiglie e lavoratori domestici, come colf, badanti e babysitter, nel periodo dal 1° novembre 2025 al 31 ottobre 2028.
Stabilisce regole su assunzione, inquadramento, retribuzione minima, orario di lavoro, ferie, permessi, contributi e tutele per le parti.

2. Da quando è in vigore il rinnovo del CCNL colf e badanti 2025?
Il rinnovo del CCNL Lavoro domestico entra in vigore dal 1° novembre 2025 per la parte normativa e per la struttura complessiva del contratto.
Gli aumenti economici programmati decorrono però dal 1° gennaio 2026, secondo le tranche fissate dall’accordo.

3. A chi si applica il nuovo CCNL Lavoro domestico?
Il CCNL si applica a tutti i rapporti di lavoro domestico tra privati: colf, addetti alle pulizie, badanti, babysitter, assistenti familiari e figure di cura o assistenza alla persona all’interno delle famiglie.
Vale sia per lavoratori conviventi sia per non conviventi, a tempo pieno o parziale, purché assunti con regolare contratto di lavoro subordinato.

4. Quali sono gli aumenti di stipendio previsti per colf e badanti?
Il rinnovo prevede un aumento complessivo di 100 euro lordi al mese sul livello BS convivente (badante per persona autosufficiente o babysitter di riferimento).
Gli altri livelli di inquadramento ricevono aumenti proporzionali, secondo i parametri fissati nelle tabelle retributive del contratto.

5. Come sono distribuiti gli aumenti retributivi nel triennio?
Gli aumenti non si applicano in un’unica volta, ma in quattro tranche per diluirne l’impatto sui costi delle famiglie.
Lo schema è: 40 euro lordi dal 1° gennaio 2026, 30 euro dal 1° gennaio 2027, 15 euro dal 1° gennaio 2028 e gli ultimi 15 euro dal 1° settembre 2028.

6. Che cosa significa adeguamento automatico al costo della vita nel CCNL lavoro domestico?
L’adeguamento automatico al costo della vita è il meccanismo che aggiorna ogni anno i minimi retributivi in base agli indici ISTAT dell’inflazione.
Con il nuovo CCNL la percentuale di recupero passa dall’80% al 90% della variazione del costo della vita, rendendo gli stipendi più protetti dall’aumento dei prezzi.

7. Quanto aumenta il costo di una badante convivente per la famiglia?
Per una badante convivente di livello medio il costo complessivo a regime può crescere indicativamente di circa 200–230 euro al mese, considerando stipendio, contributi, tredicesima e TFR.
L’aumento reale dipende comunque dal livello di inquadramento, dall’orario, dalla convivenza e da eventuali indennità specifiche previste dal contratto.

8. Esistono ancora detrazioni fiscali per chi assume colf e badanti?
Sì, restano in vigore alcune detrazioni e deduzioni fiscali per le famiglie che assumono regolarmente personale domestico.
In particolare sono previste detrazioni per le spese di assistenza a persone non autosufficienti entro determinati limiti e deduzioni per una parte dei contributi previdenziali versati.

9. Quali nuove tutele introduce il CCNL per i lavoratori domestici?
Il rinnovo rafforza i permessi retribuiti per visite mediche, pratiche di rinnovo del permesso di soggiorno e ricongiungimento familiare, oltre a tutele più strutturate per maternità, paternità e genitorialità.
Vengono valorizzati anche i diritti legati all’assistenza a familiari con grave disabilità, avvicinando il settore alle tutele previste per altri lavoratori.

10. Cosa cambia per permessi e formazione nel lavoro domestico?
Il contratto amplia gli spazi per la formazione professionale, con permessi retribuiti aggiuntivi per chi partecipa a corsi riconosciuti dagli enti bilaterali di settore.
L’obiettivo è certificare le competenze di colf e badanti e migliorare la qualità del lavoro domestico attraverso percorsi formativi strutturati.

11. Che cos’è il Fondo Colf e perché è importante nel nuovo contratto?
Il Fondo Colf è un organismo paritetico finanziato da contributi contrattuali di famiglie e lavoratori, destinato a servizi e prestazioni integrative per il settore domestico.
Con il nuovo CCNL il contributo agli enti bilaterali viene rafforzato, per ampliare prestazioni come formazione, tutela sanitaria e sostegni economici senza gravare solo sui salari.

12. Cosa succede con la nuova festività nazionale del 4 ottobre per colf e badanti?
La nuova festività del 4 ottobre, dedicata a San Francesco d’Assisi, entra nell’elenco delle festività nazionali riconosciute dal CCNL lavoro domestico.
Per i lavoratori domestici significa un giorno aggiuntivo di riposo retribuito, con le stesse regole già previste per le altre festività nazionali.

13. Il rinnovo del CCNL lavoro domestico riduce o aumenta il rischio di lavoro nero?
Il rinnovo vuole favorire il lavoro regolare, ma l’aumento dei costi può spingere alcune famiglie verso il lavoro sommerso se mancano adeguati sostegni fiscali.
Per questo le parti sociali chiedono al Governo misure mirate per contenere il costo del lavoro regolare e politiche migratorie più inclusive, così da ridurre l’area del lavoro nero.

14. Il nuovo CCNL colf e badanti è obbligatorio per tutte le famiglie?
Sì, il CCNL Lavoro domestico si applica a tutti i rapporti di lavoro subordinato domestico, indipendentemente dalla nazionalità delle parti o dall’orario di lavoro.
Anche nei rapporti part‑time o saltuari la famiglia è tenuta a rispettare i minimi salariali, versare i contributi e applicare le tutele previste dal contratto.

15. Dove posso trovare le nuove tabelle retributive del CCNL lavoro domestico 2025‑2028?
Le tabelle retributive aggiornate sono solitamente pubblicate sui siti delle associazioni datoriali, dei sindacati di categoria e nei portali specializzati sul lavoro domestico.
Per una corretta applicazione è consigliabile consultare le tabelle ufficiali aggiornate e, se necessario, rivolgersi a un consulente del lavoro per il calcolo dei costi.

Autore dell’articolo – Marco Campesato: esperto di diritto del lavoro e della previdenza sociale di Studio Campesato – Consulente del lavoro a Vicenza

Autore dell'articolo - Marco Campesato: esperto di diritto del lavoro e della previdenza sociale di Studio Campesato - Consulente del lavoro a Vicenza
Marco Campesato – Esperto di diritto del lavoro e della previdenza sociale

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