Congedo Parentale 2026: introduzione
Con la Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199), il legislatore italiano ha introdotto una delle riforme più significative degli ultimi anni in materia di genitorialità e tutela della famiglia. A partire dal 1° gennaio 2026, i genitori lavoratori dipendenti potranno stare più vicini ai propri figli: il congedo parentale potrà essere utilizzato fino ai 14 anni di età del bambino (non più 12) e i giorni di permesso per la malattia del figlio raddoppiano, passando da 5 a 10 giorni lavorativi annui.
Se sei un lavoratore dipendente o un datore di lavoro, questo articolo è la guida che fa per te: trovi tutto quello che devi sapere, spiegato in modo chiaro e preciso, con riferimenti alle norme vigenti e alle istruzioni operative dell’INPS.
Congedi Parentali Le Novità 2026
Guida aggiornata · D.lgs. 151/2001 mod. · L. 30 dicembre 2025, n. 199 · Msg. INPS n. 251/2026
| Istituto | Fino al 31/12/2025 | Dal 1° gen. 2026 |
|---|---|---|
| Congedo parentale – età figlio | Fino a 12 anni | Fino a 14 anni NEW |
| Malattia figlio – giorni/anno | 5 giorni (fino a 8 anni) | 10 giorni (fino a 14 anni) NEW |
| Adozione/affidamento | Entro 12 anni dall’ingresso | Entro 14 anni dall’ingresso NEW |
| Indennità – primi 3 mesi | 80% (entro 6 anni) | 80% (entro 6 anni) — invariato |
| Lavoratori interessati | Solo dipendenti | Solo dipendenti — invariato |
1. Cos’è il Congedo Parentale (e perché Esiste)
Il congedo parentale è il diritto riconosciuto dalla legge ai genitori lavoratori di assentarsi dal lavoro per dedicarsi alla cura dei propri figli, percependo un’indennità economica a carico dell’INPS. È disciplinato dal Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (noto come “Testo Unico su maternità e paternità”), che la Legge di Bilancio 2026 ha modificato in punti chiave.
Non si tratta di un “regalo” ai lavoratori: il congedo parentale risponde a un principio fondamentale riconosciuto dalla Costituzione italiana e dal diritto europeo, ovvero il diritto del bambino a ricevere cure adeguate durante la crescita e il diritto dei genitori a conciliare vita familiare e vita professionale.
2. Come cambia il Congedo Parentale con la Legge di Bilancio 2026: il Quadro Generale
Le modifiche introdotte dalla L. 199/2025 (art. 1, commi 217-220) riguardano principalmente due istituti:
- Congedo parentale ordinario: esteso il limite di età del figlio da 12 a 14 anni
- Congedo per malattia del figlio: raddoppio dei giorni (da 5 a 10) e innalzamento del limite di età (da 8 a 14 anni)
Entrambe le misure si applicano anche ai casi di adozione nazionale, adozione internazionale e affidamento.
3. Congedo Parentale Ordinario: da 12 a 14 Anni di Età del Figlio
La Novità in Sintesi
La modifica più importante è questa: dal 1° gennaio 2026, i genitori lavoratori dipendenti possono fruire del congedo parentale ordinario entro i primi 14 anni di vita del figlio, anziché entro i 12 anni come avveniva in precedenza.
Questa estensione di due anni amplia in modo significativo la finestra temporale disponibile per i genitori, permettendo loro di utilizzare eventuali periodi di congedo residui anche quando il figlio ha già compiuto i 12 anni.
Chi Può Fruirne
⚠️ Attenzione – Solo Lavoratori Dipendenti: la modifica riguarda esclusivamente i genitori lavoratori dipendenti (settore privato e pubblico). I lavoratori autonomi, liberi professionisti e collaboratori restano soggetti alla normativa previgente, con limiti differenti.
Da Quando Decorre
L’INPS, con il Messaggio n. 251 del 26 gennaio 2026, ha chiarito che la novità decorre dal 1° gennaio 2026. Pertanto:
- Per i periodi fruiti fino al 31 dicembre 2025: resta applicabile il vecchio limite di 12 anni
- Per i periodi fruiti dal 1° gennaio 2026: si applica il nuovo limite di 14 anni
Come si Usa il Congedo Parentale
Il congedo parentale può essere utilizzato in tre modalità:
- In forma continuativa (es. un mese intero)
- In forma frazionata (es. alcune settimane distribuite nel tempo)
- In forma oraria (es. riducendo l’orario di lavoro giornaliero)
4. Durata Massima del Congedo Parentale: i Mesi Spettanti
La durata massima complessiva del congedo parentale non è cambiata con la Legge di Bilancio 2026. Restano in vigore le seguenti regole:
- 3 mesi spettano alla madre, non cedibili al padre
- 3 mesi spettano al padre, non cedibili alla madre
- 3 mesi aggiuntivi fruibili in alternativa tra i due genitori (cedibili)
- Totale indennizzabile: 9 mesi complessivi per la coppia
- Limite individuale: fino a 6 mesi per la madre; fino a 6 mesi per il padre (elevabili a 7 se il padre utilizza almeno 3 mesi)
- Coppia complessivo: 10 mesi totali, elevabili a 11 mesi se il padre si astiene per almeno 3 mesi
- Genitore solo (affidatario esclusivo o genitore unico): fino a 11 mesi complessivi, di cui 9 indennizzati
Indennizzabilità congedo parentale
| Periodo | Indennità | Condizione |
|---|---|---|
| 3 mesi (complessivi tra i due genitori) | 80% della retribuzione | Entro i 6 anni del figlio |
| 6 mesi rimanenti (fino al 9° mese indennizzabile) | 30% della retribuzione | Entro i 14 anni del figlio |
| Mesi non indennizzati (oltre il 9° fino al 10°-11°) | 0% (non retribuiti) | — |
5. Il Trattamento Economico: Quanto Viene Pagato il Congedo?
Questo è uno degli aspetti che interessa di più sia i lavoratori che i datori di lavoro. L’indennità economica del congedo parentale è a carico dell’INPS ed è calcolata in percentuale sulla retribuzione. Il regime attuale, tenendo conto anche delle modifiche della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024), prevede:
- Primi 3 mesi (uno per ciascun genitore, non trasferibili): indennizzati all’80% della retribuzione se fruiti entro i 6 anni di vita del bambino
- Ulteriori periodi: indennizzati al 30% della retribuzione
- Per i figli di età compresa tra 7 e 14 anni: l’indennità è sempre al 30%
⚠️ Il CCNL applicato può prevedere integrazioni contrattuali al trattamento economico minimo legale. È sempre opportuno verificare le disposizioni del contratto collettivo di riferimento.
6. Congedo per Malattia del Figlio: Da 5 a 10 Giorni l’Anno
La Riforma in Dettaglio
La Legge di Bilancio 2026 ha modificato l’art. 47 del D.lgs. 151/2001, introducendo due importanti cambiamenti sul congedo per malattia del figlio:
| Caratteristiche | Prima della Legge 199/2025 | Dal 1° gennaio 2026 |
|---|---|---|
| Giorni annui per ciascun genitore | 5 giorni lavorativi | 10 giorni lavorativi |
| Fascia di età del figlio | da 3 a 8 anni | da 3 a 14 anni |
Per i figli under 3 anni, il diritto al congedo per malattia del figlio rimane senza limiti di giorni.
Come Funziona in Pratica
I 10 giorni lavorativi annui spettano a ciascun genitore, per ogni figlio, in via alternativa (non contemporanea). Questo significa che entrambi i genitori, complessivamente, dispongono di 20 giorni l’anno per assistere il figlio malato, con alcune regole da rispettare:
- I genitori non possono assentarsi contemporaneamente per lo stesso motivo
- Il lavoratore deve presentare una dichiarazione sostitutiva attestante la non contemporanea assenza dell’altro genitore
- La certificazione medica (rilasciata da specialista SSN o convenzionato) viene trasmessa telematicamente all’INPS, che provvede all’inoltro immediato al datore di lavoro
Niente Visite Fiscali
Un aspetto molto importante per il lavoratore: il congedo per malattia del figlio non è soggetto a visita fiscale né alle fasce di reperibilità domiciliare. Questo perché il genitore, durante il permesso, potrebbe spostarsi per accompagnare il figlio a visite mediche o per cure.
Interruzione delle Ferie
Se il figlio si ammala mentre il genitore è in ferie, quest’ultimo ha diritto all’interruzione immediata del periodo feriale per convertire l’assenza in congedo per malattia del figlio. In questo modo, le ferie possono essere godute successivamente per il loro autentico scopo di riposo.
Retribuzione: è un Congedo Non Retribuito
⚠️ Il congedo per malattia del figlio (fascia 3-14 anni) è non retribuito: il lavoratore non percepisce né indennità INPS né retribuzione dal datore di lavoro, salvo diversa previsione del CCNL applicabile.
7. Adozione, Affidamento e Collocamento: le Tutele Estese
La riforma si estende pienamente anche ai genitori adottivi e affidatari, senza distinzione tra adozione nazionale e internazionale. Le regole applicabili sono:
- In caso di adozione o affidamento: il congedo parentale può essere fruito entro 14 anni dall’ingresso del minore in famiglia, con il limite assoluto del raggiungimento della maggiore età del bambino
- Le stesse regole valgono per il congedo per malattia del figlio: i 10 giorni lavorativi annui si applicano anche ai figli adottivi e affidati di età compresa tra i 3 e i 14 anni
Questa estensione è particolarmente rilevante per le famiglie adottive, che spesso accolgono bambini già in età scolare, con bisogni di accudimento specifici nei primi anni di inserimento nel nucleo familiare.
8. Cosa Devono Sapere i Datori di Lavoro
La riforma pone in capo al datore di lavoro precisi obblighi di conoscenza e applicazione. Ecco i punti chiave:
- Obbligo di riconoscere il congedo: il datore di lavoro non può negare il congedo parentale legittimamente richiesto; è un diritto soggettivo perfetto del lavoratore
- La domanda si presenta telematicamente all’INPS: non è il datore di lavoro a gestire la richiesta di indennità, che è a carico dell’INPS; tuttavia deve essere informato con congruo preavviso
- Adeguamento dei sistemi di gestione del personale (HR): i software di payroll e gestione presenze devono essere aggiornati per recepire i nuovi limiti di età (14 anni) e i nuovi giorni di malattia del figlio (10 giorni)
- Verifica del CCNL: alcuni contratti collettivi prevedono trattamenti economici migliorativi che vanno coordinati con le nuove disposizioni di legge
- Comunicazione ai dipendenti: è buona prassi informare i lavoratori delle nuove tutele disponibili, anche attraverso circolari interne o comunicazioni HR
9. Come Fare Domanda all’INPS
Le domande di indennità di congedo parentale devono essere presentate telematicamente dai genitori lavoratori dipendenti attraverso i canali ufficiali INPS:
- Portale web INPS (MyINPS) con SPID, CIE o CNS
- App INPS Mobile
- Patronato o intermediario abilitato (es. consulente del lavoro)
- Contact Center INPS (numero verde 803 164)
Le procedure telematiche per la presentazione delle domande sono state aggiornate a partire dall’8 gennaio 2026 per recepire le nuove disposizioni della Legge di Bilancio.
10. Quadro Sinottico delle Novità 2026
| Istituto | Prima del 1° gennaio 2026 | Dal 1° gennaio 2026 | Norma di riferimento |
|---|---|---|---|
| Congedo parentale – limite di età | Fino a 12 anni del figlio | Fino a 14 anni del figlio | Art. 1, c. 217-219, L. 199/2025 |
| Congedo malattia figlio – giorni | 5 giorni/anno (per genitore) | 10 giorni/anno (per genitore) | Art. 1, c. 220, L. 199/2025 |
| Congedo malattia figlio – età | Da 3 a 8 anni | Da 3 a 14 anni | Art. 47, D.lgs. 151/2001 (mod.) |
| Adozione/affidamento | Fino a 12 anni dall’ingresso | Fino a 14 anni dall’ingresso | Art. 1, c. 217-220, L. 199/2025 |
| Tipo di lavoratori interessati | Solo dipendenti | Solo dipendenti | Messaggio INPS n. 251/2026 |
FAQ – Congedi Parentali 2026
Il congedo parentale è il diritto riconosciuto dalla legge ai genitori lavoratori dipendenti di assentarsi dal lavoro per prendersi cura dei propri figli, percependo un’indennità economica a carico dell’INPS. Dal 1° gennaio 2026, grazie alla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), può essere utilizzato fino al compimento del 14° anno di età del figlio. Spetta esclusivamente ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati.
La Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026) ha introdotto due modifiche principali al D.lgs. 151/2001: (1) il limite di età del figlio per fruire del congedo parentale ordinario è esteso dagli attuali 12 ai 14 anni; (2) i giorni di congedo per malattia del figlio (per figli di età compresa tra 3 e 14 anni) passano da 5 a 10 giorni lavorativi annui per ciascun genitore. Entrambe le novità decorrono dal 1° gennaio 2026.
Dal 1° gennaio 2026, i genitori lavoratori dipendenti possono fruire del congedo parentale entro i primi 14 anni di vita del figlio. In precedenza il limite era fissato a 12 anni. Per le adozioni nazionali, internazionali e per l’affidamento, il congedo può essere fruito entro 14 anni dall’ingresso del minore in famiglia, con il limite assoluto del raggiungimento della maggiore età.
Dal 1° gennaio 2026, ciascun genitore lavoratore dipendente ha diritto a 10 giorni lavorativi annui di congedo per malattia del figlio di età compresa tra 3 e 14 anni (prima della riforma erano 5 giorni fino agli 8 anni). Per i figli under 3 anni il congedo per malattia rimane senza limiti di giorni. I due genitori non possono assentarsi contemporaneamente per lo stesso motivo.
No. Per i figli di età superiore a 3 anni, i giorni di congedo per malattia del figlio sono non retribuiti: il lavoratore non percepisce né indennità INPS né retribuzione dal datore di lavoro. Fanno eccezione i casi in cui il CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) applicato al rapporto di lavoro preveda condizioni economiche migliorative.
No. Le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) riguardano esclusivamente i lavoratori dipendenti, sia del settore privato che del settore pubblico. I lavoratori autonomi, liberi professionisti e collaboratori restano soggetti alla normativa previgente, con limiti e trattamenti economici differenti.
Sì. Le nuove disposizioni della Legge di Bilancio 2026 si estendono pienamente ai genitori adottivi e affidatari, senza distinzione tra adozione nazionale e internazionale. Il congedo parentale può essere fruito entro 14 anni dall’ingresso del minore nel nucleo familiare, con il limite del raggiungimento della maggiore età. Anche i 10 giorni annui per malattia del figlio si applicano ai figli adottivi e affidati.
Dal 1° gennaio 2026, se il figlio ha già compiuto 12 anni ma non ha ancora raggiunto i 14 anni, i genitori possono continuare a utilizzare eventuali giorni di congedo parentale residui fino al compimento del 14° anno di età del bambino. Per i periodi fruiti fino al 31 dicembre 2025 restava applicabile il vecchio limite di 12 anni.
La domanda di indennità di congedo parentale deve essere presentata telematicamente tramite: (1) il Portale web INPS (MyINPS) con SPID, CIE o CNS; (2) l’App INPS Mobile; (3) un Patronato o intermediario abilitato, come il consulente del lavoro; (4) il Contact Center INPS al numero verde 803 164. Le procedure telematiche sono operative dall’8 gennaio 2026 (Messaggio INPS n. 251 del 26 gennaio 2026).
No. Il congedo per malattia del figlio non è soggetto a visita fiscale né alle fasce di reperibilità domiciliare. Il genitore in congedo può spostarsi liberamente, ad esempio per accompagnare il figlio a visite mediche o per acquistare medicinali. Inoltre, se il figlio si ammala durante le ferie del genitore, quest’ultimo ha diritto all’interruzione immediata del periodo feriale per convertire l’assenza in congedo per malattia del figlio.
Questo articolo ha finalità informative e divulgative. Per una consulenza personalizzata in materia di congedi parentali, adeguamenti contrattuali e gestione del personale, rivolgiti al tuo consulente del lavoro di fiducia.
Autore dell’articolo – Marco Campesato: esperto di diritto del lavoro e della previdenza sociale di Studio Campesato – Consulente del lavoro a Vicenza




