Maxideduzione 120% sul costo del lavoro

Maxideduzione 120%
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Inotroduzione alla Maxideduzione 120% sul costo del lavoro: guida pratica per imprese e consulenti

Sai che potresti ridurre significativamente il carico fiscale della tua impresa semplicemente investendo su assunzioni stabili?
No, non è magia, è la maxideduzione del 120% sul costo del lavoro. Vediamo insieme come funziona questa straordinaria opportunità.

La maxideduzione 120% sul costo del lavoro è stata introdotta per l’anno d’imposta 2024, come previsto dal decreto attuativo della riforma IRPEF (D.Lgs. 216/2023), ed è stata prorogata per il triennio 2025-2027 dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024). Pertanto, le imprese possono beneficiare di questa misura per le nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate in questo arco temporale, purché rispettino i requisiti richiesti.

Questa misura, pensata per incentivare l’occupazione stabile, è regolata da normative tecniche dettagliate: conoscerle è fondamentale per evitare errori e contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Inoltre, la disciplina prevede una maggiorazione ancora più favorevole — pari al 130% — per l’assunzione di lavoratori svantaggiati, che comprendono:

  • Lavoratori molto svantaggiati (art. 2, n. 99, Regolamento UE n. 651/2014): disoccupati da almeno 24 mesi, giovani under 24 senza esperienza, over 50 e appartenenti a minoranze etniche;
  • Persone con disabilità o ex degenti di ospedali psichiatrici, soggetti in trattamento psichiatrico, tossicodipendenti, alcolisti, minori in situazioni di disagio familiare;
  • Persone detenute o internate, e condannati ammessi a misure alternative alla detenzione;
  • Donne con almeno due figli minori o senza impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
  • Donne vittime di violenza;
  • Giovani ammessi agli incentivi all’occupazione giovanile;
  • Lavoratori residenti in regioni svantaggiate (PIL pro capite 2018 inferiore al 75% della media UE27 e tasso di occupazione sotto la media nazionale);
  • Disoccupati di lunga durata.
  • Una platea ampia, che intreccia finalità sociali ed economiche.

Cos’è la maxideduzione 120% sul costo del lavoro: vantaggi per imprese e occupazione stabile

La maxideduzione 120% sul costo del lavoro consente alle imprese di dedurre dal reddito imponibile un importo pari al 120% del costo del lavoro riferito alle nuove assunzioni a tempo indeterminato.
Se l’assunzione riguarda lavoratori svantaggiati, la deduzione sale addirittura al 130%.
Obiettivo della misura fiscale: premiare chi crea nuova occupazione stabile, scoraggiando pratiche elusive come semplici trasferimenti di personale tra società o assunzioni temporanee.
Oltre al vantaggio fiscale immediato, la maxideduzione 120% sul costo del lavoro rappresenta una leva strategica per valorizzare il capitale umano e rafforzare la struttura organizzativa aziendale.

A chi spetta

La maxi-deduzione spetta a un’ampia platea di soggetti che effettuano nuove assunzioni a tempo indeterminato e realizzano un effettivo incremento occupazionale. In particolare, possono beneficiarne:

  • Titolari di reddito d’impresa:
    • Società di capitali (S.p.A., S.r.l., S.a.p.a., società cooperative, società europee e cooperative europee) residenti in Italia.
    • Enti pubblici e privati con attività commerciale, inclusi enti non commerciali limitatamente al reddito d’impresa conseguito.
    • Società ed enti non residenti con stabile organizzazione in Italia.
    • Società di persone (S.n.c., S.a.s.) ed equiparate secondo l’art. 5 del TUIR.
    • Imprese individuali, comprese imprese familiari e aziende coniugali.
  • Esercenti arti e professioni:
  • Professionisti singoli o associati che calcolano il reddito secondo le regole ordinarie (art. 54 TUIR).
  • Sono esclusi i soggetti in regime forfettario e i professionisti con attività occasionale.

Sono esclusi:

  • Imprenditori agricoli che producono solo reddito agrario.
  • Soggetti in liquidazione ordinaria o giudiziale, o in crisi irreversibile.
  • Soggetti che applicano il regime forfettario.

ATTENZIONE: l’impresa deve essere in normale attività e operativa da almeno 365 giorni. Rimangono, pertanto, escluse quelle attività avviate nel corso dell’anno precedente o di nuova costituzione nell’anno di riferimento.

Come si calcola l’incremento occupazionale per accedere alla maxideduzione 120% sul costo del lavoro

Per beneficiare della deduzione fiscale sul costo del lavoro, l’impresa deve dimostrare un incremento reale dei dipendenti attraverso due verifiche:
• Incremento dei dipendenti a tempo indeterminato: il numero a fine anno deve superare la media dell’anno precedente;
• Incremento del totale dei dipendenti (tempo determinato + indeterminato): anche il totale dei lavoratori deve risultare in crescita.

Nota bene:
Il calcolo deve escludere eventuali riduzioni di personale avvenute in altre società del gruppo. L’obiettivo è impedire spostamenti fittizi di personale che alterino l’incremento occupazionale reale.
Solo soddisfacendo entrambe le condizioni sarà possibile ottenere l’agevolazione.

Come si calcola l’importo della maxideduzione 120% sul costo del lavoro

La maxideduzione si applica sul costo del lavoro delle nuove assunzioni a tempo indeterminato. Vediamo nel dettaglio come:
Percentuali di deduzione:
• 20% (deduzione complessiva 120%) per nuove assunzioni standard;
• 30% (deduzione complessiva 130%) per assunzioni di lavoratori svantaggiati.

Base di calcolo

Si applica la percentuale al valore minore tra:
• Il costo effettivo dei nuovi assunti nell’anno;
• L’incremento complessivo del costo del personale rispetto all’anno precedente.

Formula sintetica:
Maxideduzione = Percentuale (20% o 30%) × min(Costo nuovi assunti, Incremento costo personale)

Esempio di calcolo

• Costo annuo nuovi assunti: 120.000 euro;
• Incremento costo del personale: 80.000 euro.

Deduzione spettante:
20% di 80.000 euro = 16.000 euro.
Deduzione complessiva:
96.000 euro (80.000 + 16.000).

Attenzione:
Se il costo dei nuovi assunti supera l’incremento complessivo, si deve comunque applicare la percentuale sul valore più basso. Trascurare questa regola può compromettere il diritto alla deduzione.

Particolarità della maxideduzione 120% sul costo del lavoro nei gruppi d’impresa

Se l’impresa appartiene a un gruppo societario, l’incremento occupazionale deve essere verificato non solo nella singola azienda, ma a livello di gruppo.
Licenziamenti o riduzioni di personale avvenuti in altre società collegate devono essere sottratti dagli incrementi computati.

Importante:
Tentare di simulare aumenti di personale con mere operazioni di spostamento tra aziende del gruppo espone a controlli fiscali rigorosi e pesanti sanzioni.

Fusioni, scissioni e operazioni straordinarie

Attenzione ai trasferimenti di personale
In caso di fusioni, scissioni o cessioni aziendali, i lavoratori trasferiti non devono essere considerati ai fini dell’incremento occupazionale.

Regola operativa

Bisogna “sterilizzare” il personale trasferito sia nell’anno della fusione/scissione sia nell’anno precedente, per garantire un incremento effettivo e genuino della forza lavoro.
La maxideduzione 120% premia esclusivamente l’occupazione nuova e stabile, non le mere riorganizzazioni interne.

Le fonti normative e di prassi amministrativa

Per approfondire i dettagli normativi e operativi, è possibile consultare le seguenti fonti:

  • D.Lgs. 30 dicembre 2023, n. 216, che ha introdotto la misura;
  • Decreto Ministeriale del 25 giugno 2024, che definisce le modalità attuative;
  • Legge 207/2024 (Legge di Bilancio 2025);
  • Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 1/E del 20 gennaio 2025.

NOTA BENE: si consiglia di rivolgersi a un consulente del lavoro o a un commercialista per verificare l’applicabilità della misura al proprio caso specifico e per predisporre la documentazione necessaria.

Conclusioni: un’opportunità importante, ma una normativa complessa

La maxideduzione 120% sul costo del lavoro rappresenta una straordinaria opportunità per le imprese che credono nella crescita attraverso l’investimento sulle persone.
Come abbiamo visto:
• Premia solo chi crea incremento reale di occupazione stabile;
• Richiede un doppio controllo su dipendenti a tempo indeterminato e dipendenti totali;
• Si calcola esclusivamente sull’incremento effettivo del costo del lavoro;
• Prevede particolari accorgimenti per i gruppi d’impresa e per le operazioni straordinarie.

Tuttavia, va evidenziato che la normativa, pur avendo finalità lodevoli, si presenta eccessivamente complessa e articolata.
Un meccanismo più snello e lineare avrebbe senz’altro favorito una maggiore diffusione e un’applicazione più agevole da parte delle imprese virtuose.

10 FAQ sulla Maxideduzione del 120% sul costo del lavoro

Cos’è esattamente la maxideduzione del 120% sul costo del lavoro e quali vantaggi offre alle imprese?

La maxideduzione è un’agevolazione fiscale che consente alle imprese di dedurre dal reddito imponibile un importo pari al 120% del costo del lavoro riferito alle nuove assunzioni a tempo indeterminato. Se l’assunzione riguarda lavoratori svantaggiati, la percentuale sale al 130%. Questo significa che, oltre alla normale deduzione del costo del lavoro (100%), è possibile dedurre un ulteriore 20% o 30%, ottenendo un significativo risparmio fiscale e incentivando l’occupazione stabile.

Per quale periodo è valida la maxideduzione e c’è stata una proroga?

La maxideduzione è stata inizialmente introdotta per l’anno d’imposta 2024, come previsto dal decreto attuativo della riforma IRPEF (D.Lgs. 216/2023). Successivamente, è stata prorogata per il triennio 2025-2027 dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024). Pertanto, le imprese possono beneficiare di questa misura per le nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate in questo arco temporale quadriennale (2024-2027).

Quali soggetti possono beneficiare della maxideduzione 120%?

La maxideduzione spetta a:
• Titolari di reddito d’impresa (società di capitali, enti con attività commerciale, società con stabile organizzazione in Italia, società di persone, imprese individuali)
• Esercenti arti e professioni che calcolano il reddito secondo le regole ordinarie
Sono invece esclusi:
• Imprenditori agricoli che producono solo reddito agrario
• Soggetti in liquidazione o in crisi irreversibile
• Soggetti in regime forfettario
• Professionisti con attività occasionale

Chi sono i “lavoratori svantaggiati” che consentono di accedere alla deduzione maggiorata del 130%?

Sono considerati lavoratori svantaggiati:
• Disoccupati da almeno 24 mesi
• Giovani under 24 senza esperienza e over 50
• Persone con disabilità o con problemi psichiatrici
• Tossicodipendenti e alcolisti in recupero
• Donne con almeno due figli minori o disoccupate da almeno sei mesi
• Donne vittime di violenza
• Persone detenute o in misure alternative
• Lavoratori residenti in regioni economicamente svantaggiate
• Minori in situazioni di disagio familiare
• Appartenenti a minoranze etniche

Come si calcola l’incremento occupazionale necessario per accedere all’agevolazione?

L’incremento occupazionale deve essere verificato attraverso un “doppio controllo”:
• Il numero di dipendenti a tempo indeterminato a fine anno deve superare la media dell’anno precedente
• Anche il totale dei dipendenti (sia a tempo determinato che indeterminato) deve risultare in crescita rispetto all’anno precedente
Solo soddisfacendo entrambe queste condizioni è possibile beneficiare dell’agevolazione.

Come si calcola esattamente l’importo della maxideduzione 120%?

La maxideduzione si calcola applicando la percentuale (20% o 30%) al valore minore tra:
• Il costo effettivo dei nuovi assunti nell’anno
• L’incremento complessivo del costo del personale rispetto all’anno precedente
Formula: Maxideduzione = Percentuale (20% o 30%) × min(Costo nuovi assunti, Incremento costo personale)
Esempio: con nuovi assunti che costano 120.000€ e un incremento del costo del personale di 80.000€, la deduzione spettante sarà 20% di 80.000€ = 16.000€, per un totale deducibile di 96.000€.

Quali regole si applicano in caso di fusioni, scissioni o altre operazioni straordinarie?

In caso di fusioni, scissioni o cessioni aziendali, i lavoratori trasferiti non devono essere considerati ai fini dell’incremento occupazionale. È necessario “sterilizzare” il personale trasferito sia nell’anno dell’operazione sia nell’anno precedente, per garantire che la maxideduzione premi solo l’occupazione genuinamente nuova e stabile, non le mere riorganizzazioni interne.

Quali sono le regole specifiche per i gruppi d’impresa?

Per i gruppi societari, l’incremento occupazionale deve essere verificato non solo nella singola azienda, ma a livello di gruppo. Eventuali licenziamenti o riduzioni di personale avvenuti in altre società del gruppo devono essere sottratti dagli incrementi computati. Questo per evitare che semplici spostamenti di personale tra aziende del gruppo possano essere utilizzati per simulare incrementi occupazionali.

È richiesto un periodo minimo di attività per l’impresa che vuole beneficiare della maxideduzione?

Sì, l’impresa deve essere in normale attività e operativa da almeno 365 giorni. Rimangono pertanto escluse le attività avviate nel corso dell’anno precedente o di nuova costituzione nell’anno di riferimento. Questo requisito serve a garantire che l’agevolazione sia utilizzata da imprese con una certa stabilità operativa.

Cosa succede se il costo dei nuovi assunti supera l’incremento complessivo del costo del personale?

Se il costo dei nuovi assunti supera l’incremento complessivo del costo del personale, si deve comunque applicare la percentuale di deduzione sul valore più basso, cioè sull’incremento del costo del personale. Trascurare questa regola può compromettere il diritto alla deduzione. Questo meccanismo serve a garantire che ci sia un effettivo incremento dei costi del personale e non solo sostituzioni di dipendenti esistenti.

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Il presente articolo è stato deliberatamente redatto con un linguaggio semplice a scopo divulgativo e senza la pretesa di esaurire l’argomento trattato.

Autore dell'articolo - Marco Campesato: esperto di diritto del lavoro e della previdenza sociale di Studio Campesato - Consulente del lavoro a Vicenza
Marco Campesato – Esperto di diritto del lavoro e della previdenza sociale
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