NASpI 2025: Introduzione
La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) rappresenta la principale misura di sostegno al reddito per i lavoratori che perdono involontariamente il lavoro in Italia. Dal suo avvio, la NASpI ha subito numerose modifiche per adattarsi ai cambiamenti del mercato del lavoro e alle esigenze di tutela sociale. La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha introdotto importanti novità che impattano sia sui requisiti di accesso sia sulle modalità di calcolo e fruizione della prestazione. In questa guida, aggiornata alle ultime circolari INPS e alle sentenze più recenti, troverai tutto ciò che occorre sapere per orientarti tra norme, prassi e casi particolari.
A chi è rivolta questa guida?
- Lavoratori dipendenti che rischiano o hanno perso il lavoro
- Consulenti del lavoro e professionisti HR
- Datori di lavoro che vogliono comprendere obblighi e opportunità
- Lavoratori stagionali, donne, giovani, over 55, stranieri
Cosa troverai in questa guida:
- Spiegazioni semplici e dettagliate su cos’è la NASpI e come funziona
- Requisiti aggiornati per il 2025, con focus sulle nuove regole
- Approfondimenti per categorie particolari e casi complessi
- Box per consulenti del lavoro, FAQ, esempi pratici e riferimenti giurisprudenziali
Cos’è la NASpI: definizione, storia e funzione sociale
Definizione e finalità
La NASpI è un’indennità mensile di disoccupazione, istituita dal D.Lgs. 22/2015, che garantisce un sostegno economico ai lavoratori subordinati che si trovano senza impiego per cause indipendenti dalla loro volontà. La prestazione è pensata per offrire una tutela temporanea, favorendo il reinserimento nel mondo del lavoro tramite politiche attive e formazione.
Box per consulenti del lavoro:
La NASpI ha sostituito dal 2015 le precedenti indennità ASpI e MiniASpI, uniformando la disciplina per tutti i lavoratori subordinati non agricoli. La gestione è affidata all’INPS, che aggiorna annualmente importi e procedure tramite circolari e messaggi.
Evoluzione normativa
Nel tempo, la NASpI è stata oggetto di numerosi aggiornamenti, tra cui:
- D.Lgs. 22/2015 (istituzione e disciplina generale)
- Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024): nuove regole su accesso, durata e importo
- Circolari INPS (es. n. 3/2025, n. 36/2025) e sentenze di Cassazione e Corte Costituzionale
Funzione sociale e differenze con altri ammortizzatori
La NASpI si distingue da altri strumenti come la Cassa Integrazione (CIG) e l’Assegno di Inclusione perché:
- Si attiva solo in caso di cessazione involontaria del rapporto di lavoro
- È destinata a chi ha perso il lavoro e non a chi lo mantiene in forma ridotta (come avviene per la CIG)
- È compatibile solo con determinate altre prestazioni
Lo sapevi che?
La NASpI prevede anche una forma anticipata per chi intende avviare un’attività autonoma o entrare in una cooperativa. Le regole per la restituzione dell’anticipo sono state recentemente modificate dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 90/2024).
Chi ha diritto alla NASpI nel 2025: beneficiari, esclusioni e casi particolari
Beneficiari
La NASpI 2025 spetta a:
- Lavoratori dipendenti del settore privato (tempo determinato e indeterminato)
- Apprendisti
- Soci lavoratori di cooperative con rapporto subordinato
- Personale artistico subordinato
- Dipendenti pubblici a tempo determinato (es. supplenti scuola)
- Operai agricoli a tempo indeterminato di cooperative/consorzi (dal 2022)
Esclusioni
Non hanno diritto alla NASpI:
- Lavoratori domestici (colf, badanti)
- Operai agricoli a tempo determinato
- Dipendenti pubblici a tempo indeterminato
- Lavoratori extracomunitari stagionali
- Titolari di pensione o assegno ordinario di invalidità (salvo opzione)
- Lavoratori autonomi, parasubordinati (salvo Dis-Coll)
Focus: lavoratori stagionali
Le nuove regole 2025 rendono più difficile l’accesso alla NASpI per chi si dimette e trova un nuovo lavoro stagionale. È fondamentale maturare almeno 13 settimane di contributi nel nuovo impiego per non perdere il diritto alla prestazione, anche se il settore stagionale è tra i più colpiti dal turnover.
Cause di perdita involontaria del lavoro
La NASpI si attiva solo in caso di:
- Licenziamento (individuale o collettivo)
- Scadenza naturale del contratto a termine
- Dimissioni per giusta causa (mancato pagamento, molestie, mobbing)
- Dimissioni durante maternità/paternità
Attenzione:
Dal 2025, assenze ingiustificate prolungate (oltre 5 o 15 giorni secondo CCNL) sono considerate dimissioni volontarie e fanno perdere il diritto alla NASpI.
Esempio pratico
Mario, cuoco stagionale, si dimette da un lavoro a tempo indeterminato a febbraio 2025, trova un nuovo impiego stagionale a marzo e viene licenziato a giugno. Se non ha maturato almeno 13 settimane di contributi nel nuovo lavoro, non potrà richiedere la NASpI.
Se vuoi approfondire i temi del licenziamento per superamento del periodo di comporto e del licenziamento per giusta causa, leggi i relativi articoli nel nostro blog.
Requisiti per accedere alla NASpI nel 2025: analisi dettagliata
Stato di disoccupazione involontaria
Il lavoratore deve risultare disoccupato per cause non dipendenti dalla propria volontà. È necessario:
- Presentare la Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) al Centro per l’Impiego
- Stipulare il patto di servizio personalizzato entro 15 giorni dalla domanda
Requisito contributivo
Occorrono almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la disoccupazione. Le settimane possono essere non continuative e comprendono tutti i periodi di lavoro subordinato.
Tabella di sintesi:
| Periodo di lavoro | Contributi richiesti | Note |
| Ultimi 4 anni | 13 settimane | Anche non continuative |
Box per consulenti del lavoro
La Cassazione (ordinanza n. 3593/2025) ha chiarito che tutte le giornate lavorative nei 12 mesi precedenti la disoccupazione rilevano, anche se svolte presso diversi datori di lavoro e anche se il rapporto è cessato per dimissioni volontarie, purché si tratti di giornate effettive.
Contributi utili ai fini del nuovo requisito
Secondo l’INPS, sono validi per il calcolo delle 13 settimane:
- Settimane retribuite con contribuzione piena;
- Contributi figurativi per maternità e congedi parentali in costanza di rapporto;
- Lavoro all’estero in Paesi convenzionati;
- Malattia dei figli;
- Contributi agricoli (se compatibili con i criteri di equivalenza).
Novità 2025: requisito aggiuntivo dopo dimissioni volontarie
Dal 2025, chi si dimette volontariamente da un rapporto a tempo indeterminato e si rioccupa, per ottenere la NASpI in caso di nuova disoccupazione entro 12 mesi, deve aver maturato almeno 13 settimane di contributi nel nuovo impiego.
Eccezioni:
- Dimissioni per giusta causa
- Dimissioni in maternità/paternità (art. 55, D.Lgs. 151/2001)
- Risoluzioni consensuali in procedura di licenziamento oggettivo (art. 7, L. 604/1966)
ATTENZIONE: la circolare INPS n. 98/2025 include tra le eccezioni anche le dimissioni dovute a trasferimenti aziendali superiori a 50 km dalla residenza o difficilmente raggiungibili con i mezzi pubblici.
Esempio pratico:
Lucia si dimette a febbraio 2025, trova lavoro a marzo e viene licenziata ad aprile senza aver raggiunto 13 settimane di contributi: non può richiedere la NASpI. Se invece raggiunge le 13 settimane e poi viene licenziata, avrà diritto alla prestazione.
Focus: donne, giovani, over 55, stranieri
- Donne: in maternità/paternità, le dimissioni danno comunque diritto alla NASpI.
- Giovani: il bonus assunzioni under 35 (esonero contributivo) non incide sul diritto alla NASpI, ma può favorire la stabilizzazione.
- Over 55: la riduzione dell’importo NASpI scatta dall’ottavo mese, non dal sesto.
- Stranieri: stessi requisiti dei cittadini italiani, ma attenzione ai permessi di soggiorno per lavoro stagionale.
Come funziona la NASpI nel 2025: importo, durata, simulazioni e casi pratici
La NASpI 2025 viene erogata mensilmente dall’INPS e il suo importo dipende dalla retribuzione media percepita negli ultimi quattro anni di lavoro. Di seguito analizziamo in dettaglio come si calcola l’importo, quanto dura la prestazione, quali sono le riduzioni previste e le compatibilità con altre forme di reddito.
Calcolo dell’importo NASpI 2025
L’importo della NASpI si calcola secondo questa formula:
(Retribuzione imponibile degli ultimi 4 anni / settimane di contribuzione) x 4,33 = retribuzione media mensile
- Se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a 1.436,61 euro (soglia 2025), l’indennità è pari al 75% della retribuzione media.
- Se la retribuzione media mensile supera la soglia, all’indennità di base (75% di 1.436,61 euro) si aggiunge il 25% della differenza tra la retribuzione media e la soglia stessa.
- L’importo massimo mensile non può superare 1.562,82 euro nel 2025.
Esempio pratico di calcolo
Supponiamo che un lavoratore abbia una retribuzione imponibile totale di 100.000 euro in 208 settimane (4 anni):
- 100.000 / 208 = 480,77 euro
- 480,77 x 4,33 = 2.081,73 euro (retribuzione media mensile)
Applicando le regole:
- 75% di 1.436,61 euro = 1.077,46 euro
- 25% della differenza (2.081,73 – 1.436,61 = 645,12) = 161,28 euro
- Totale NASpI mensile: 1.238,74 euro lordi.
Riduzione progressiva dell’importo
L’importo della NASpI si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione (dal 151° giorno). Per chi ha compiuto 55 anni alla data della domanda, la riduzione scatta dall’ottavo mese (dal 211° giorno).
Attenzione: La riduzione si applica anche in caso di sospensione della prestazione per lavoro breve. Se il lavoratore riprende la NASpI dopo un periodo di lavoro, la riduzione riparte dal mese in cui era stata sospesa.
Durata della NASpI
La NASpI viene riconosciuta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, fino a un massimo di 24 mesi.
Esempi di durata
- 208 settimane di contributi (4 anni): NASpI per 104 settimane (24 mesi)
- 52 settimane di contributi (1 anno): NASpI per 26 settimane (6 mesi)
- 26 settimane di contributi (6 mesi): NASpI per 13 settimane (3 mesi)
Nota: Periodi già utilizzati per precedenti NASpI, CIG o maternità non valgono ai fini del calcolo della durata.
Compatibilità e cumulabilità della NASpI
La NASpI è incompatibile con:
- Pensione di vecchiaia o anticipata
- Assegno ordinario di invalidità (salvo opzione per NASpI)
- Pensione di inabilità
- Alcune indennità (maternità/paternità, malattia, CIG, mobilità)
È compatibile con:
- Assegno di inclusione (con impatto sull’ISEE)
- Attività lavorativa subordinata o autonoma, purché il reddito non superi determinati limiti e venga comunicato all’INPS entro 30 giorni
- Contratti a termine agricoli (max 30 giorni e 2.000 euro annui)
Box di approfondimento: NASpI e lavoro occasionale
Se durante la NASpI svolgi lavoro occasionale (voucher), devi comunicare il reddito presunto all’INPS. Se il reddito annuo non supera 8.500 euro, la NASpI viene solo ridotta, non sospesa.
NASpI anticipata
È possibile chiedere la NASpI in un’unica soluzione (NASpI anticipata) se si intende avviare un’attività autonoma, aprire partita IVA o entrare in una cooperativa. L’importo viene erogato in anticipo e in un’unica soluzione, ma è soggetto a tassazione IRPEF. In caso di ripresa di lavoro subordinato nei 24 mesi successivi, occorre restituire la parte non spettante.
Box di approfondimento
La Corte Costituzionale (sentenza n. 90/2024) ha stabilito che la restituzione parziale dell’anticipo NASpI è dovuta solo per il periodo effettivamente non coperto dalla disoccupazione, non per l’intero importo ricevuto.
Puoi trovare ulteriori informazioni sulla NASpI anticipata cliccando qui
Cosa fare per ottenere la NASpI nel 2025: guida passo passo
Quando e come presentare la domanda
La domanda NASpI deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, esclusivamente online tramite il portale INPS (ID 3.0), con SPID, CIE o CNS, oppure tramite patronato o Contact Center.
Situazioni particolari per la decorrenza dei 68 giorni
- Cessazione del rapporto di lavoro
- Fine periodo di maternità, malattia o infortunio insorti durante il rapporto
- Fine del periodo di mancato preavviso
- Sentenza giudiziaria o vertenza sindacale
- Dal 38° giorno in caso di licenziamento per giusta causa
Documenti necessari
- Carta d’identità e codice fiscale
- Ultima busta paga
- Lettera di licenziamento o modello UNILAV
- Contratto di lavoro (se a termine)
- Modulo SR163 per l’IBAN
- Eventuali altri moduli richiesti (es. SR156 per deleghe)
Box di approfondimento
Errori o omissioni nella domanda possono portare alla revoca della NASpI e alla richiesta di restituzione delle somme già percepite. In caso di nuovi redditi o attività lavorative, bisogna comunicarlo subito all’INPS.
La dichiarazione di immediata disponibilità (DID) e il patto di servizio
La presentazione della domanda equivale a rilasciare la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro). Entro 15 giorni dalla domanda, bisogna recarsi al Centro per l’Impiego per stipulare il patto di servizio personalizzato.
Il patto di servizio prevede la partecipazione a corsi di formazione, incontri di orientamento e attività di ricerca attiva del lavoro. Il mancato rispetto degli impegni può comportare la sospensione o la perdita della NASpI.
Focus: categorie particolari
Lavoratori stagionali
I lavoratori stagionali, soprattutto nel turismo e nell’agricoltura, sono spesso soggetti a rapporti brevi e ripetuti. Dal 2025, per chi si dimette e si rioccupa con un nuovo lavoro stagionale, è fondamentale maturare almeno 13 settimane di contributi nel nuovo impiego per non perdere il diritto alla NASpI.
Esempio pratico
Anna, cameriera stagionale, si dimette da un contratto a tempo indeterminato, trova lavoro stagionale per 10 settimane e viene licenziata. Non avendo raggiunto le 13 settimane, non può accedere alla NASpI.
Donne e maternità
Le donne che si dimettono durante il periodo tutelato di maternità o paternità hanno sempre diritto alla NASpI, anche senza licenziamento formale. La tutela si estende anche alle adozioni e affidamenti.
Over 55
Per i lavoratori che hanno compiuto 55 anni alla data della domanda, la riduzione del 3% dell’importo NASpI scatta dall’ottavo mese, non dal sesto. Questo consente una maggiore tutela per chi è più vicino all’età pensionabile.
Giovani e lavoratori stranieri
I giovani possono accedere alla NASpI alle stesse condizioni degli altri lavoratori. I lavoratori stranieri devono avere un permesso di soggiorno valido per lavoro subordinato e rispettare gli stessi requisiti contributivi.
Approfondimento: casi giudiziari e prassi amministrativa
Cassazione 2025: il conteggio delle giornate lavorative
Con l’ordinanza n. 3593 del 12 febbraio 2025, la Corte di Cassazione ha stabilito che tutte le giornate lavorative nei 12 mesi precedenti la disoccupazione rilevano per il diritto alla NASpI, anche se svolte presso diversi datori di lavoro e anche se il rapporto è cessato per dimissioni volontarie, purché si tratti di giornate effettive.
Caso pratico
Un lavoratore licenziato dopo un impiego di quattro giorni, seguito a dimissioni volontarie da un impiego stabile, si è visto riconoscere la NASpI grazie al conteggio di tutte le giornate lavorate nei 12 mesi precedenti.
Prassi INPS 2025
Le circolari INPS n. 3/2025, n. 36/2025 e n. 98/2025, insieme ai messaggi n. 420/2025 e successivi, chiariscono che:
- Le nuove regole sulle 13 settimane dopo dimissioni volontarie si applicano solo agli eventi di disoccupazione dal 1° gennaio 2025.
- Le eccezioni (giusta causa, maternità, risoluzione protetta) restano valide.
- L’INPS verifica d’ufficio la presenza di dimissioni nei 12 mesi precedenti e il maturare delle 13 settimane nel nuovo rapporto.
FAQ NASpI 2025: Tutto quello che devi sapere
1. Chi può richiedere la NASpI nel 2025?
La NASpI 2025 spetta ai lavoratori subordinati che hanno perso il lavoro in modo involontario, tra cui:
- Dipendenti privati (tempo determinato e indeterminato)
- Apprendisti
- Soci lavoratori di cooperative subordinati
- Personale artistico subordinato
- Dipendenti pubblici a tempo determinato (es. supplenti scuola)
- Operai agricoli a tempo indeterminato di cooperative/consorzi
Sono esclusi: lavoratori domestici, operai agricoli a tempo determinato, dipendenti pubblici a tempo indeterminato, lavoratori extracomunitari stagionali, pensionati e titolari di assegno ordinario di invalidità (salvo opzione).
2. Quali sono i requisiti per ottenere la NASpI 2025?
- Perdita involontaria del lavoro (licenziamento, scadenza contratto, dimissioni per giusta causa o in maternità/paternità)
- Almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la cessazione
- Dal 2025: dopo dimissioni volontarie e nuova assunzione, almeno 13 settimane di contributi nel nuovo impiego se la perdita avviene entro 12 mesi.
3. Come si presenta la domanda NASpI?
- Solo online tramite portale INPS (SPID, CIE, CNS)
- Oppure tramite patronato/CAF o Contact Center
- Entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro
- Solo dopo la chiusura del rapporto
4. Da quando decorre la NASpI?
- Dall’ottavo giorno successivo alla cessazione, se la domanda è presentata entro tale termine
- Dal giorno successivo alla domanda, se presentata dopo
- In caso di malattia/infortunio, il termine è sospeso per la durata dell’evento.
5. Quanto dura la NASpI?
- Pari alla metà delle settimane di contributi versati negli ultimi 4 anni
- Massimo 24 mesi (2 anni).
6. Quanto spetta di NASpI?
Calcolata sulla retribuzione media degli ultimi 4 anni:
- Fino a 1.436,61 euro: 75% della retribuzione media
- Oltre 1.436,61 euro: 75% di 1.436,61 + 25% della differenza
Massimale 2025: 1.562,82 euro lordi mensili.
7. Quando si riduce l’importo della NASpI?
- Dal sesto mese (151° giorno): riduzione del 3% mensile
- Per over 55: riduzione dall’ottavo mese (211° giorno).
8. Chi prende la NASpI può lavorare?
Sì, ma bisogna comunicare all’INPS il reddito entro 30 giorni. Se il reddito supera determinati limiti, la NASpI viene sospesa o ridotta. Attenzione: attività non dichiarate portano alla perdita del diritto e alla restituzione delle somme.
9. Quando decade la NASpI?
- Nuovo lavoro a tempo indeterminato
- Diritto a pensione
- Mancata partecipazione alle politiche attive (patto di servizio)
- Omissione di comunicazioni obbligatorie su redditi o variazioni lavorative.
10. È obbligatorio il Patto di Servizio Personalizzato?
Sì, entro 15 giorni dalla domanda bisogna recarsi al Centro per l’Impiego per stipulare il Patto di Servizio Personalizzato. Il mancato rispetto comporta sospensione o perdita della NASpI.
11. Cosa succede se sbaglio la domanda?
Dichiarazioni errate o incomplete possono portare alla revoca della NASpI e alla richiesta di restituzione delle somme già percepite. In caso di nuovi redditi o attività lavorative, bisogna comunicarlo subito all’INPS.
12. Posso chiedere la NASpI anticipata?
Sì, se avvii un’attività autonoma, apri partita IVA o entri in una cooperativa, puoi chiedere la NASpI in un’unica soluzione. In caso di ripresa di lavoro subordinato, dovrai restituire la parte non spettante.
13. Le nuove regole valgono anche per chi lavora all’estero?
Dal 2025, i lavoratori frontalieri e rimpatriati sono soggetti alle stesse regole generali della NASpI. Non esistono più trattamenti dedicati: chi rientra in Italia deve rispettare i requisiti ordinari.
14. Le assenze ingiustificate cosa comportano?
Dal 2025, l’assenza ingiustificata superiore a 5 o 15 giorni (secondo CCNL) è considerata dimissione volontaria e fa perdere il diritto alla NASpI.
15. Cosa succede se mi licenzio e trovo subito un nuovo lavoro?
Se ti dimetti volontariamente e trovi un nuovo lavoro, per avere la NASpI in caso di successiva perdita involontaria entro 12 mesi, devi maturare almeno 13 settimane di contributi nel nuovo impiego.
16. Le donne in maternità sono tutelate?
Sì, le dimissioni durante il periodo tutelato di maternità o paternità danno comunque diritto alla NASpI, anche senza licenziamento formale.
17. Come funziona la NASpI per i lavoratori stagionali?
I lavoratori stagionali possono accedere alla NASpI se rispettano i requisiti. Dal 2025, chi si dimette e si rioccupa con un lavoro stagionale deve raggiungere almeno 13 settimane di contributi nel nuovo impiego per non perdere il diritto.
18. Gli over 55 hanno regole diverse?
Sì, per chi ha compiuto 55 anni la riduzione del 3% dell’importo NASpI scatta dall’ottavo mese, non dal sesto.
19. Cosa succede se presento la domanda in ritardo?
Se la domanda viene presentata dopo gli 8 giorni dalla cessazione, la NASpI decorre dal giorno successivo alla domanda. Superati i 68 giorni, perdi il diritto.
20. La NASpI è compatibile con l’assegno di inclusione?
Sì, ma l’importo della NASpI viene considerato nel calcolo dell’ISEE e può ridurre o azzerare l’assegno di inclusione.
Autore dell’articolo – Marco Campesato: esperto di diritto del lavoro e della previdenza sociale di Studio Campesato – Consulente del lavoro a Vicenza




