Auto aziendali in uso promiscuo 2026: cosa cambia con il Decreto Omnibus?

Le auto aziendali concesse in uso promiscuo ai dipendenti restano uno dei fringe benefit più diffusi, ma nel 2026 la loro gestione diventa più articolata. Il valore imponibile continua a essere calcolato in modo convenzionale sulla base delle tabelle ACI e di una percorrenza annua di 15.000 chilometri, applicando percentuali diverse in funzione della tipologia di alimentazione: 10% per i veicoli elettrici BEV, 20% per gli ibridi plug-in PHEV e 50% per gli altri veicoli.
Il Decreto Omnibus 2026 introduce però ulteriori elementi da monitorare. In particolare, il fringe benefit viene maggiorato del 50% dopo il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di prima immatricolazione del veicolo e del 5% in presenza di optional o allestimenti non valorizzati nelle tabelle ACI e non acquistati direttamente dal lavoratore. Le due maggiorazioni possono cumularsi.
Particolare attenzione deve essere riservata anche ai veicoli ordinati entro il 31 dicembre 2024 e concessi in uso promiscuo nel corso del 2025, per i quali continua, ricorrendone le condizioni, il precedente sistema basato sulle emissioni di CO₂. La successiva riassegnazione dello stesso veicolo a un altro dipendente non determina automaticamente il passaggio al nuovo regime.
Per i datori di lavoro diventa quindi indispensabile monitorare non soltanto il modello del veicolo e il relativo costo chilometrico ACI, ma anche data dell’ordine, data di assegnazione, prima immatricolazione, alimentazione, emissioni di CO₂, presenza di optional e somme eventualmente trattenute al dipendente.
Sul piano fiscale, restano inoltre rilevanti la deducibilità del 70% dei costi per le auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta e, in via generale, la detrazione IVA del 40%. Per il lavoratore, invece, occorre considerare anche le soglie complessive di esenzione dei fringe benefit, pari nel 2026 a 1.000 euro, elevati a 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico, ricorrendone i requisiti.
L’articolo analizza nel dettaglio le nuove regole, le modalità di calcolo del fringe benefit, il regime transitorio, gli effetti in busta paga e gli adempimenti che aziende e uffici HR devono presidiare per evitare errori nella gestione delle auto aziendali in uso promiscuo.