Tutto ciò che devi sapere sul modello 730 2026: istruzioni, scadenze e novità
📋 Modello 730/2026 — L’articolo in un minuto
Dichiarazione dei redditi 2025 · Tutto quello che devi sapere, in sintesi
Dichiarazione dei redditi semplificata per lavoratori dipendenti e pensionati. Rimborsi e debiti vengono gestiti direttamente in busta paga o nella rata della pensione, senza calcoli autonomi.
| Familiare | Detrazione 2026 | Nota |
|---|---|---|
| Coniuge / unione civile | ✅ Confermata | Nessuna modifica |
| Figli fino a 30 anni | ✅ Confermata | Nessuna modifica |
| Figli oltre 30 anni (non disabili) | ❌ Eliminata | Novità dal 2025 |
| Figli disabili (L. 104/1992) | ✅ Confermata | Senza limiti di età |
| Suoceri, nuore, generi, fratelli, sorelle | ❌ Eliminata | Novità dal 2025 |
| Genitori/nonni conviventi | ✅ Confermata | Ascendenti conviventi |
spese 2025
(10 rate)
abitazione principale
(max € 96.000)
altri immobili
(max € 96.000)
ordinario
Portale AdE con SPID / CIE
Centro di Assistenza Fiscale
Consulente del Lavoro / Commercialista
Se disponibile come sostituto
Il modello 730 2026 (che si riferisce ai redditi percepiti nell’anno 2025) va presentato entro il 30 settembre 2026, direttamente online (sul sito dell’Agenzia delle entrate, autonomamente, tramite SPID) o rivolgendosi a:
- Centri di assistenza fiscale (Caf),
- Professionisti abilitati (Consulenti del lavoro; Commercialisti/Esperti contabili),
- Sostituto d’imposta (ovvero il proprio datore di lavoro se ha dato la propria disponibilità).
Questo modello rappresenta una vera e propria opportunità per la gestione della propria situazione fiscale e per ottenere in modo semplice il rimborso dell’imposta direttamente in busta paga (o nella rata di pensione).
Molti lavoratori e pensionati, tuttavia, si trovano in difficoltà nel momento della presentazione del modello 730 a causa di dubbi e perplessità per la costante paura di sbagliare.
Mi conviene presentare il modello 730 da solo? Cosa posso detrarre grazie a questo modello? Rischio di pagare tasse in più? E se poi sbaglio qualcosa e non ricevo il credito d’imposta corretto? Modello 730 o Modello Redditi PF?
Le domande su questo adempimento sono davvero molte ma grazie a questo articolo noi di Studio Campesato vogliamo dare tutte le informazioni necessarie per quanto riguarda il modello 730 scadenza 2026 e tutto ciò che c’è da sapere.
Con questo articolo, vi offriamo tutte le risposte aggiornate alle novità 2026. Continua a leggere per scoprire istruzioni pratiche, novità fiscali, scadenze e consigli per il modello 730 precompilato.
Cos’è il modello 730 (aggiornato al 2026)
Il modello 730 è un modello semplificato pensato per lavoratori dipendenti e pensionati. Permette di presentare la dichiarazione dei redditi senza eseguire calcoli complessi. Attraverso questo modello il cittadino-contribuente comunica al fisco le proprie entrate, ovvero il proprio reddito, e dichiara le imposte versate nel corso dell’anno precedente. Quest’ultime verranno poi rimborsate (in caso di credito) o trattenute (in caso di debito) direttamente dalla busta paga o dalla rata della pensione.
Per quanto riguarda le novità del modello 730 2026, ci sono diverse importanti novità:
| Novità mod. 730/2026 | Dettaglio |
|---|---|
| Modifica scaglioni IRPEF | 23% fino a € 28.000 33% da € 28.001 a € 50.000 43% oltre € 50.000 — struttura ora permanente |
| Detrazione lavoro dipendente | Innalzata da € 1.880 a € 1.955 per redditi fino a € 15.000 (esclusi pensionati) |
| Taglio cuneo fiscale | Fino a € 20.000: integrazione al reddito fino a € 960 esclusa da IRPEF; da € 20.001 a € 40.000: detrazione decrescente dall’imposta lorda |
| Tetto detrazioni per redditi alti | Oltre € 75.000: massimo € 14.000 detraibili; oltre € 100.000: massimo € 8.000 (importo modulato in base al numero di figli a carico) |
| Figli over 30 non disabili | Detrazione per carichi di famiglia completamente eliminata per i figli che hanno superato i 30 anni e non sono disabili |
| Altri familiari a carico | Eliminata la detrazione per fratelli, sorelle, suoceri, nuore e generi (codice “P” nel Quadro A; nessuna detrazione spettante) |
| Figli disabili | Detrazione confermata senza alcun limite di età per figli con disabilità certificata ai sensi della L. 104/1992 |
| CIN obbligatorio nel Quadro B | Il Codice Identificativo Nazionale deve essere indicato per ogni immobile destinato a locazione turistica breve (omissione soggetta a sanzione) |
| Superbonus spese 2025 | Detrazione ridotta al 65% (era 70% per le spese 2024), ripartita obbligatoriamente in 10 rate annuali di pari importo |
| Ristrutturazione edilizia | 50% per l’abitazione principale; 36% per tutti gli altri immobili; tetto di spesa massimo € 96.000 |
| Ecobonus ordinario | Confermato tra il 50% e il 65% in base alla tipologia di intervento energetico realizzato |
| Cripto-attività: soglia esenzione | Abolita la soglia di esenzione di € 2.000; tutte le plusvalenze da cripto-attività sono ora fiscalmente imponibili |
| Cripto-attività: base di calcolo | In alternativa al costo storico, è possibile assumere il valore al 1° gennaio 2025 come base imponibile, con imposta sostitutiva del 18% |
| Spese scolastiche | Limite massimo detraibile innalzato a € 1.000 per alunno per frequenza di scuole dell’infanzia, primo e secondo ciclo d’istruzione |
| Precompilato disponibile | Dal 30 aprile 2026 nell’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate |
| Apertura trasmissione telematica | Dal 14 maggio 2026 è possibile modificare e inviare il 730 direttamente online |
| Scadenza finale presentazione | 30 settembre 2026 tramite CAF, professionista abilitato o invio diretto; 2 novembre 2026 per il Modello Redditi PF |
Modello 730 2026: perché devo farlo
Il modello 730 offre un’opzione comoda e semplificata per la dichiarazione dei redditi per molti contribuenti, rendendo più agevole il processo e consentendo modalità di rimborso più comode e rapide.

Come abbiamo visto il grande vantaggio del modello 730 risiede nella sua semplicità. È meno complesso da compilare e presenta meno documentazione da fornire rispetto alla dichiarazione dei redditi del Modello Redditi PF. Nel caso del 730 precompilato, inoltre, la maggior parte dei documenti necessari sono già stati caricati dall’Amministrazione Finanziaria.
Basterà dunque collegarsi alla propria area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate tramite SPID per accedere al modello 730 precompilato semplificato con la maggior parte dei dati anagrafici, reddituali e di spesa. Tuttavia è sempre essenziale avere a portata di mano CU, scontrini e fatture che possano attestare e dare conferma delle spese sostenute e dei contributi versati.
Per ridurre il rischio di errori e semplificare il processo di presentazione del modello 730 è possibile chiedere assistenza al datore di lavoro, ad un CAF o ad un Consulente del Lavoro.
La presentazione del modello 730, per lavoratori dipendenti e pensionati, comporta l’esenzione dalla presentazione della dichiarazione dei redditi ordinaria (c.d. Modello Redditi PF) a meno che non si abbiano redditi di altre categorie soggette a tassazione separata.
Leggi anche: 730 Precompilato 2026 – Guida Completa alla compilazione se vuoi procedere in autonomia alla compilazione e invio del modello 730 2026 precompilato semplificato.
Modello 730 2026 – Cosa posso detrarre
Come sappiamo, il pagamento delle imposte viene calcolato sulla base del reddito percepito.
Tuttavia lo Stato (per incentivare le spese in alcuni settori specifici o per salvaguardare situazioni di bisogno) predispone la possibilità di recuperare una parte di queste uscite, scaricandole dalle tasse.
Bisogna anzitutto distinguere tra spese detraibili che vanno sottratte dall’imposta lorda (nella misura, per la maggior parte dei casi, del 19% dell’importo della spesa sostenuta (salvo la presenza di massimali di spesa), e spese deducibili che, invece, abbassano il reddito imponibile sul quale si calcola l’IRPEF.
Per usufruire delle detrazioni è necessario, anzitutto, indicare le spese nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui sono state sostenute e documentarle adeguatamente.

I giustificativi delle spese devono essere conservati per tutto il tempo in cui l’Agenzia delle entrate può effettuare un accertamento (31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione) salvo che tali spese non siano state precaricate dall’Agenzia delle Entrate nel modello 730 precompilato e che quella sezione della dichiarazione sia stata accettata senza apporvi modifiche o aggiunte. In quest’ultimo caso, infatti, l’Agenzia delle Entrate non effettuerà controlli su quel tipo di spese.
Per la verifica del sostenimento della spesa, i documenti rilevanti sono costituiti unicamente dalle fatture, dalle ricevute fiscali e dagli scontrini “parlanti”. Il contribuente, pertanto, non è tenuto a esibire la prova del pagamento.
Le detrazioni possono essere fruite solo nel limite dell’imposta lorda annua. L’eventuale eccedenza non può essere chiesta a rimborso, né utilizzata nel periodo d’imposta successivo (salvo particolari eccezioni).
⭐ PARTICOLARITÀ: La detrazione delle spese sanitarie è ammessa anche per quelle sostenute nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico e, in alcuni casi, nell’interesse di familiari non a carico (spese sanitarie per patologie che danno diritto all’esenzione dal ticket sanitario).
I familiari che possono essere considerati fiscalmente a carico sono:
- il coniuge non legalmente ed effettivamente separato (incluse le unioni civili);
- figli fino a 30 anni;
- i figli con disabilità accertata, senza limiti di età;
- gli ascendenti conviventi (genitori, nonni, bisnonni).
⚠️ ATTEZIONE: Non sono più considerati a carico, ai fini delle detrazioni, altri familiari come generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle; la detrazione per questi soggetti è stata eliminata dal 2025.
Sono esclusi, inoltre, dalle detrazioni i familiari all’estero, ovvero in relazione ai familiari residenti all’estero, le detrazioni per carichi di famiglia non spettano ai contribuenti che non sono:
♦ Cittadini italiani.
♦ Cittadini di uno Stato membro dell’Unione Europea.
♦ Cittadini di uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE).
Le 6 macro-categorie che possono essere scaricate e che danno, di conseguenza, diritto a rimborso, sono:
- Famiglia: contributi previdenziali, spese funebri, assicurazioni, assegni di mantenimento,
- Figli: rette scolastiche, tasse universitarie, acquisto di libri di testo e materiali didattici, iscrizioni ad associazioni sportive, piscine, palestre
- Salute: spese sostenute per visite mediche, cure ospedaliere, acquisto di farmaci con prescrizione medica, trattamenti specialistici, interventi chirurgici, protesi e ausili sanitari, spese veterinarie.
- Casa: relative all’acquisto, all’affitto, al restauro, al mantenimento, alla ristrutturazione e al miglioramento dell’abitazione principale
- Previdenza: contributi versati a forme di Previdenza Complementare (fondo pensione)
- Donazioni verso Onlus, Partiti politici, Associazioni benefiche
📌 Importante: ogni spesa sostenuta deve essere saldata tramite pagamento tracciato e dimostrata tramite fatture, ricevute bancomat, scontrini. Fanno eccezione le spese mediche, se per l’acquisto è stata utilizzata la tessera sanitaria.
In questo modo se hai guadagnato e versato 1000€, ad esempio, in un fondo pensione, la tassazione sarà diversa ed inferiore rispetto a quanto previsto se quei 1000€ fossero ancora nel tuo conto in banca.
Modello 730 2026: debito e credito
In seguito alla compilazione del modello 730, il cittadino-contribuente può trovarsi in una duplice situazione:
Irpef a credito: il lavoratore è a credito nei confronti del Fisco (che quindi è debitore). Generalmente questo avviene se la tassazione versata nel corso dell’anno precedente è stata superiore a quella effettivamente dovuta. In tal senso divengono particolarmente rilevanti – per instaurare una situazione di credito – tutte le spese che danno accesso a detrazioni fiscali (elencate nel paragrafo precedente).
Possiamo riconoscere lo stato di credito dalle seguenti diciture in busta paga:
- Mod. 730: rimborso residuo
- Irpef a credito dich. (730)
Irpef a debito: in questo caso il cittadino-contribuente è in debito con lo Stato e dovrà dunque farsi carico di questo debito e sanarlo nel corso dell’anno. Questo avviene, generalmente, quando il lavoratore paga delle tasse con aliquota Irpef più bassa del dovuto.
Tale fenomeno spesso si verifica quando il lavoratore ha cambiato lavoro nel corso dell’anno o ha un duplice datore di lavoro. Ogni sostituto d’imposta (o datore di lavoro) tenderà ad applicare l’Irpef solamente sul reddito con lui prodotto. Questo, ovviamente, senza considerare il reddito ricevuto dal datore precedente o da quello che riceverà dal successivo. E proprio per questo si genera il debito.
Possiamo riconoscere lo stato di debito dalle seguenti diciture in busta paga:
- Mod. 730: debito residuo
- Irpef a debito dich. (730)
Modello 730 dove si vede il rimborso
La somma a credito o a debito si può vedere comodamente in busta paga.
Per quanto riguarda lo stato di credito, in busta paga sarà presente una delle seguenti voci:
- Mod.730: rimborso residuo
- Irpef a credito dich. (730)
* Irpef rimborsata M.730: voce che attesta la cifra rimborsata in quella specifica mensilità (L’Irpef a credito può essere versato al lavoratorie in una sola mensilità o in più rate, in base alla scelta del sostituto d’imposta)
Per quanto concerne lo stato di debito, invece, si troverà la seguente voce:
- Mod. 730: debito residuo
- Irpef a debito dich. (730)

Modello 730 quando viene pagato
L’Irpef a credito generatosi dalla dichiarazione dei redditi, viene rimborsato a partire dal mese di giugno. Se si è scelto di farsi rimborsare dal sostituto d’imposta, il datore di lavoro (o l’INPS nel caso di soggetti percettori di pensione) è tenuto a gestire nella sua interezza gli gli accrediti Irpef in busta paga.
Per controllare ciò, basta analizzare il cedolino e, nello specifico, le voci:
- “rimborso residuo”: indica la cifra totale che dovrà essere rimborsata nella singola mensilità o nelle rate successive dal sostituto d’imposta.
- “Irpef rimborsato” : indica la cifra rimborsata nella singola rata (può ammontare al totale del credito o a una percentuale del totale)
Modello 730 come viene pagato
Gli importi a debito o a credito risultanti dalla dichiarazione sono trattenuti o erogati direttamente sullo stipendio dal sostituto d’imposta o nella rata della pensione. Ritroveremo, dunque, la cifra esatta riportata sul cedolino, corrisposta anche nel pagamento dello stipendio o della rata della pensione.
Differenza tra Modello 730 e Modello Redditi PF
Possiamo dire che il modello 730 e Modello Redditi PF sono due strumenti differenti per fare la stessa cosa. La differenza sostanziale, come abbiamo detto in precedenza, riguarda la semplicità del primo, oltre che le date di scadenza e i casi di utilizzo.
Il modello 730 è più semplice e particolarmente indicato per la maggior parte dei lavoratori dipendenti e pensionati. Veloce e semplificata anche la gestione dei rimborsi e dei pagamenti delle imposte che avvengono direttamente tramite il sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico)
La dichiarazione dei redditi, invece, è necessaria per coloro che possiedono redditi diversi, redditi d’impresa e/o da lavoro autonomo. In questo caso anche la gestione del pagamento delle imposte diviene più complicata e gestita in maniera autonoma dal cittadino-contribuente.
Modello 730 scadenza 2026 precompilato – consigli per l’uso
Ecco alcuni consigli utili per compilare correttamente il modello 730 precompilato:

- Verifica i dati precompilati: Controlla attentamente i dati precompilati forniti dall’Agenzia delle Entrate, inclusi redditi, detrazioni e deduzioni. Assicurati che siano corretti e completi, e apporta eventuali correzioni o integrazioni se necessario.
- Raccogli documentazione: Prepara tutta la documentazione necessaria, come ricevute e documenti relativi alle spese deducibili o detraibili, come spese mediche, spese per l’istruzione, interessi sul mutuo, ecc. Assicurati di avere a disposizione tutti i documenti necessari per supportare le informazioni fornite nella dichiarazione.
- Conserva la documentazione: Conserva una copia della dichiarazione compilata e di tutti i documenti relativi per almeno 5 anni. Questo può essere utile in caso di controlli fiscali o eventuali richieste di chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate.
- Conosci le scadenze: per il modello 730 2026 il termine ultimo di presentazione è fissato per il 30 settembre 2026 e assicurati di consegnare il modulo entro tale termine per evitare sanzioni o ritardi nel rimborso delle imposte.
- Rivolgiti a un esperto: Se hai dubbi o domande sulla compilazione del modello 730, non esitare a consultare un commercialista, un esperto fiscale, un consulente del lavoro, il tuo datore di lavoro. Possono fornirti consulenza personalizzata e assicurarsi che la tua dichiarazione sia compilata correttamente e rispetti tutte le normative fiscali vigenti.
FAQ sul modello 730 2026
Il modello 730 è la dichiarazione dei redditi semplificata pensata per lavoratori dipendenti, pensionati e soggetti assimilati (es. percettori di NASpI, cassa integrazione, indennità di mobilità). Non è necessario eseguire calcoli autonomi: il modello guida il contribuente passo dopo passo, e l’eventuale rimborso o debito d’imposta viene gestito direttamente in busta paga o nella rata della pensione, senza bisogno di versamenti autonomi.
Sei obbligato a presentare il 730/2026 se nel 2025 hai percepito redditi da più fonti (es. due datori di lavoro, stipendio + NASpI), se hai cambiato lavoro durante l’anno e hai ricevuto due o più Certificazioni Uniche (CU), o se hai spese detraibili o deducibili da recuperare. Se invece hai avuto un unico sostituto d’imposta, redditi già conguagliati nella CU e nessuna detrazione da richiedere, potresti rientrare nei casi di esonero dalla presentazione.
Sei esonerato se ricadi in tutte queste condizioni contemporaneamente:
– hai avuto un unico datore di lavoro o ente pensionistico per tutto il 2025;
– i tuoi redditi sono stati già conguagliati nell’ultima CU 2026;
– non hai familiari a carico e non hai sostenuto spese detraibili o deducibili;
– non devi pagare addizionali IRPEF regionali o comunali.
Se anche solo una di queste condizioni non è soddisfatta, è opportuno presentare la dichiarazione.
Il termine ultimo per la presentazione del modello 730/2026 è il 30 settembre 2026, valido sia per l’invio diretto tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, sia per la presentazione tramite CAF o professionista abilitato. Il 730 precompilato è consultabile online dal 30 aprile 2026, mentre la trasmissione telematica è aperta dal 15 maggio 2026. Chi non riesce a presentare il 730 entro la scadenza può ricorrere al Modello Redditi PF, con scadenza al 2 novembre 2026.
Accedendo all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate tramite SPID, CIE o CNS, trovi il modello già parzialmente compilato con i dati comunicati dai sostituti d’imposta, dalle banche, dalle strutture sanitarie e da altri enti.
Puoi:
1. accettarlo senza modifiche (l’Agenzia non effettuerà controlli sulle spese già precaricate);
2. modificarlo o integrarlo aggiungendo spese non rilevate automaticamente;
3. trasmetterlo entro il 30 settembre 2026.
In alternativa, puoi rivolgerti a un CAF, a un Consulente del Lavoro o a un Commercialista che lo presenterà per tuo conto.
I documenti principali da avere a disposizione sono:
a) Documento d’identità e codice fiscale;
b) Certificazione Unica (CU) 2026, rilasciata dal datore di lavoro entro il 16 marzo;
c) Dichiarazione dei redditi dell’anno precedente (730/2025);
d) Fatture, ricevute e scontrini “parlanti” per le spese detraibili (sanitarie, scolastiche, ristrutturazioni, ecc.);
e) Documentazione relativa al mutuo (interessi passivi);
f) Eventuale atto di acquisto dell’immobile in caso di bonus edilizi.
Ricorda: i giustificativi delle spese vanno conservati fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.
Le novità più rilevanti per il 2026 riguardano:
– Modifica scaglioni IRPEF (23% / 33% / 43%) ora permanenti;
– taglio delle detrazioni per figli over 30 non disabili ed eliminazione della detrazione per suoceri, nuore, generi, fratelli e sorelle;
– tetto massimo alle detrazioni per chi guadagna oltre 75.000 euro;
– taglio del cuneo fiscale strutturale (integrazione al reddito fino a 960 euro per redditi fino a 20.000 euro);
– Superbonus al 65% per le spese sostenute nel 2025.
Sì. Le spese sanitarie sono detraibili al 19% dell’importo eccedente la franchigia di 129,11 euro, per le spese sostenute nel 2025. La detrazione spetta anche per le spese mediche sostenute nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico (coniuge, figli fino a 30 anni, figli disabili senza limiti di età, ascendenti conviventi). Le spese devono essere documentate da fattura o scontrino parlante e, salvo il caso in cui siano state utilizzate tramite tessera sanitaria, pagate con strumenti tracciabili.
No. Dal 2025, la detrazione IRPEF per i figli non disabili che hanno superato i 30 anni di età è stata completamente eliminata. Puoi ancora detrarre le spese sanitarie sostenute per lui se è convivente e se è formalmente indicato come familiare nel Quadro A del 730 con il codice “P”, ma la detrazione per carichi di famiglia non è più applicabile.
Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro, il 730/2026 introduce un tetto massimo alle detrazioni per oneri:
– Da 75.001 a 100.000 euro di reddito → massimo 14.000 euro detraibili
– Oltre 100.000 euro di reddito → massimo 8.000 euro detraibili
Il limite si alza proporzionalmente se hai figli a carico, grazie a un coefficiente correttivo basato sulla composizione del nucleo familiare. Sono escluse dal tetto alcune detrazioni specifiche, come quelle per mutui prima casa stipulati prima del 2025.
Sì, se hai realizzato plusvalenze dalla vendita o dallo scambio di cripto-attività nel 2025. Dal 2026 è stata abolita la soglia di esenzione di 2.000 euro: qualsiasi guadagno è ora imponibile. Le plusvalenze vanno inserite nel nuovo Quadro T del modello 730/2026. È disponibile un’opzione alternativa: utilizzare il valore al 1° gennaio 2025 come base di calcolo, applicando un’imposta sostitutiva del 18%.
Se non presenti il 730 entro la scadenza del 30 settembre 2026, puoi comunque regolarizzare la tua posizione tramite il Modello Redditi PF, con scadenza al 2 novembre 2026. Il mancato invio della dichiarazione, quando essa era obbligatoria, espone a sanzioni amministrative da parte dell’Agenzia delle Entrate, nonché alla perdita di eventuali rimborsi spettanti. In caso di omessa presentazione con imposta dovuta, si applicano sanzioni che partono dal 120% dell’imposta non versata.
Se il tuo 730 è semplice (unico datore di lavoro, poche spese detraibili, nessun reddito “extra”), potresti gestirlo autonomamente tramite il precompilato online. Tuttavia, se hai avuto più datori di lavoro, possiedi immobili, hai effettuato investimenti finanziari, hai figli o familiari a carico con situazioni particolari, o hai fatto lavori edilizi, ti conviene affidarti a un Consulente del Lavoro, un Commercialista o un CAF. Il costo del professionista è spesso ampiamente ripagato dall’ottimizzazione delle detrazioni e dalla sicurezza di non incorrere in errori costosi.
Il presente articolo, non essendo rivolto agli specialisti del diritto del lavoro, è stato deliberatamente redatto con un linguaggio semplice e uno stile divulgativo, senza l’ambizione di esaurire l’argomento trattato.
Autore dell’articolo – Marco Campesato: esperto di diritto del lavoro e della previdenza sociale di Studio Campesato – Consulente del lavoro a Vicenza




